L’ora di Taranto
Seguite il nostro percorso di assemblee pubbliche per costruire insieme una nuova narrazione, un nuovo futuro x Taranto #loraditaranto

La roulette russa targata AdI
Siamo alla vigilia della festa dei lavoratori ma nello stabilimento AdI (ex Ilva) di Taranto, si continua a rischiare di non tornare a casa dai propri cari.
Anche oggi, infatti, ennesimo incidente, un operaio colpito da una catena nell’area dell’Afo2 e “per fortuna” siamo qui a commentare l’ennesima morte sventata e non certificata.
A proposito di certificazioni... ci chiediamo come sia stato possibile ricevere la certificazione UNI ISO 45001:2018 sulla sicurezza sul posto di lavoro a fronte di tutti questi incidenti, dove tale certificazione riguarda anche la manutenzione degli impianti.
L’unica cosa che possiamo sperare è la chiusura immediata di quella fabbrica di morte, lavoratori e comunità tarantina hanno già pagato un prezzo altissimo in termini di vite, è il momento di voltare definitivamente pagina.
#sicurezzasullavoro #exilva #giustiziapertaranto

CONFERENZA STAMPA – TARANTO
Il Just Transition Fund nasce per accompagnare i territori più colpiti dalla crisi industriale verso una transizione giusta, sociale e partecipata.
Un’opportunità irripetibile per diversificare l’economia di Taranto per la quale sono stati previsti stanziamenti per quasi 800 milioni di euro.
La neonata Rete civica per il JTF Taranto terrà domani una conferenza stampa per fare un’analisi sullo stato di applicazione dello strumento, nonché per sottoporre criticità e proposte al fine di offrire un contributo per la sua migliore realizzazione.
Vi aderiscono Giustizia per Taranto, L.A.C. Taranto, Legambiente Taranto, MIRA Network, Pro Loco Lama e le sue contrade, WWF Taranto, APS-ETS I Cavalieri de li Terre Tarentine, Associazione Sherwood, CSV Taranto, Pro Loco San Vito, SiAmo Taranto e libere e liberi cittadini.
🗓 Sabato 7 febbraio – ore 11.00
📍 Piazza Marconi 1 – Taranto
Vi aspettiamo

FINALMENTE QUALCOSA SI MUOVE IN EUROPA SUL FRONTE EX-ILVA 📢
Il Consiglio d’Europa rompe il silenzio. Si chiede conto all’Italia della sentenza Cordella (2019). Non bastano più le “generiche intenzioni”: servono dati certi e misure verificabili.
Mentre il Governo e ArcelorMittal continuano un arbitrato internazionale che sa tanto di propaganda, la realtà resta la stessa: Taranto vive all’ombra della fabbrica di morti e inadempienze più grande d’Europa.
Lo Stato, che era socio di Mittal, non può oggi fingersi sorpreso delle mancate manutenzioni.
❌ È CRIMINALE insistere nel salvataggio di un impianto incompatibile con la vita.
❌ È IRRESPONSABILE non rimboccarsi le maniche per un piano serio di riconversione e occupazione.
Nelle prossime settimane sapremo cosa s’inventerà il Governo. Noi non smetteremo di guardare e di pretendere giustizia.
#giustiziapertaranto #loraditaranto

FINALMENTE QUALCOSA SI MUOVE IN EUROPA SUL FRONTE EX-ILVA 📢
Il Consiglio d’Europa rompe il silenzio. Si chiede conto all’Italia della sentenza Cordella (2019). Non bastano più le “generiche intenzioni”: servono dati certi e misure verificabili.
Mentre il Governo e ArcelorMittal continuano un arbitrato internazionale che sa tanto di propaganda, la realtà resta la stessa: Taranto vive all’ombra della fabbrica di morti e inadempienze più grande d’Europa.
Lo Stato, che era socio di Mittal, non può oggi fingersi sorpreso delle mancate manutenzioni.
❌ È CRIMINALE insistere nel salvataggio di un impianto incompatibile con la vita.
❌ È IRRESPONSABILE non rimboccarsi le maniche per un piano serio di riconversione e occupazione.
Nelle prossime settimane sapremo cosa s’inventerà il Governo. Noi non smetteremo di guardare e di pretendere giustizia.
#giustiziapertaranto #loraditaranto

FINALMENTE QUALCOSA SI MUOVE IN EUROPA SUL FRONTE EX-ILVA 📢
Il Consiglio d’Europa rompe il silenzio. Si chiede conto all’Italia della sentenza Cordella (2019). Non bastano più le “generiche intenzioni”: servono dati certi e misure verificabili.
Mentre il Governo e ArcelorMittal continuano un arbitrato internazionale che sa tanto di propaganda, la realtà resta la stessa: Taranto vive all’ombra della fabbrica di morti e inadempienze più grande d’Europa.
Lo Stato, che era socio di Mittal, non può oggi fingersi sorpreso delle mancate manutenzioni.
❌ È CRIMINALE insistere nel salvataggio di un impianto incompatibile con la vita.
❌ È IRRESPONSABILE non rimboccarsi le maniche per un piano serio di riconversione e occupazione.
Nelle prossime settimane sapremo cosa s’inventerà il Governo. Noi non smetteremo di guardare e di pretendere giustizia.
#giustiziapertaranto #loraditaranto

FINALMENTE QUALCOSA SI MUOVE IN EUROPA SUL FRONTE EX-ILVA 📢
Il Consiglio d’Europa rompe il silenzio. Si chiede conto all’Italia della sentenza Cordella (2019). Non bastano più le “generiche intenzioni”: servono dati certi e misure verificabili.
Mentre il Governo e ArcelorMittal continuano un arbitrato internazionale che sa tanto di propaganda, la realtà resta la stessa: Taranto vive all’ombra della fabbrica di morti e inadempienze più grande d’Europa.
Lo Stato, che era socio di Mittal, non può oggi fingersi sorpreso delle mancate manutenzioni.
❌ È CRIMINALE insistere nel salvataggio di un impianto incompatibile con la vita.
❌ È IRRESPONSABILE non rimboccarsi le maniche per un piano serio di riconversione e occupazione.
Nelle prossime settimane sapremo cosa s’inventerà il Governo. Noi non smetteremo di guardare e di pretendere giustizia.
#giustiziapertaranto #loraditaranto

FINALMENTE QUALCOSA SI MUOVE IN EUROPA SUL FRONTE EX-ILVA 📢
Il Consiglio d’Europa rompe il silenzio. Si chiede conto all’Italia della sentenza Cordella (2019). Non bastano più le “generiche intenzioni”: servono dati certi e misure verificabili.
Mentre il Governo e ArcelorMittal continuano un arbitrato internazionale che sa tanto di propaganda, la realtà resta la stessa: Taranto vive all’ombra della fabbrica di morti e inadempienze più grande d’Europa.
Lo Stato, che era socio di Mittal, non può oggi fingersi sorpreso delle mancate manutenzioni.
❌ È CRIMINALE insistere nel salvataggio di un impianto incompatibile con la vita.
❌ È IRRESPONSABILE non rimboccarsi le maniche per un piano serio di riconversione e occupazione.
Nelle prossime settimane sapremo cosa s’inventerà il Governo. Noi non smetteremo di guardare e di pretendere giustizia.
#giustiziapertaranto #loraditaranto

Anche i tifosi della gradinata prendono posizione contro la fabbrica della morte. Questo lo striscione apposto fuori dallo stadio e che rappresenta l’orgoglio di una città che ha il coraggio di ribellarsi all’intollerabile, che vuole scrivere un’altra storia per la propria gente.
Altro che silenzio, è il momento di essere partigiani: prendere parte e pretendere altro!
Per Dante gli ignavi si trovavano nell’antinferno e la loro pena consisteva nell’essere costretti a girare nudi per l’eternità inseguendo un’insegna senza significato, punti e feriti da vespe e mosconi. Il loro sangue, mescolato alle loro lacrime, succhiato da fastidiosi vermi...
Noi di lacrime ne abbiamo versate troppe, ora il nostro sangue ribolle di rabbia e di indignazione, di passione e di determinazione!
Taranto, fai rumore!

Abbiamo analizzato le parole dedicate a EX ILVA espresse in conferenza stampa da Giorgia Meloni.
Sono parole che suonano già sentite, vaghe, rassicuranti, ma senza impegni reali. Taranto non può più permettersi ambiguità perché l’ex Ilva è incompatibile con tutto:
salute, ambiente, futuro. Non esistono “piani industriali” credibili.
Esiste solo il coraggio di chiudere e cambiare modello.
#ExIlva #Taranto #GiustiziaPerTaranto #SaluteAmbienteLavoro

Abbiamo analizzato le parole dedicate a EX ILVA espresse in conferenza stampa da Giorgia Meloni.
Sono parole che suonano già sentite, vaghe, rassicuranti, ma senza impegni reali. Taranto non può più permettersi ambiguità perché l’ex Ilva è incompatibile con tutto:
salute, ambiente, futuro. Non esistono “piani industriali” credibili.
Esiste solo il coraggio di chiudere e cambiare modello.
#ExIlva #Taranto #GiustiziaPerTaranto #SaluteAmbienteLavoro

Abbiamo analizzato le parole dedicate a EX ILVA espresse in conferenza stampa da Giorgia Meloni.
Sono parole che suonano già sentite, vaghe, rassicuranti, ma senza impegni reali. Taranto non può più permettersi ambiguità perché l’ex Ilva è incompatibile con tutto:
salute, ambiente, futuro. Non esistono “piani industriali” credibili.
Esiste solo il coraggio di chiudere e cambiare modello.
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Abbiamo analizzato le parole dedicate a EX ILVA espresse in conferenza stampa da Giorgia Meloni.
Sono parole che suonano già sentite, vaghe, rassicuranti, ma senza impegni reali. Taranto non può più permettersi ambiguità perché l’ex Ilva è incompatibile con tutto:
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Esiste solo il coraggio di chiudere e cambiare modello.
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Sono parole che suonano già sentite, vaghe, rassicuranti, ma senza impegni reali. Taranto non può più permettersi ambiguità perché l’ex Ilva è incompatibile con tutto:
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Esiste solo il coraggio di chiudere e cambiare modello.
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Abbiamo analizzato le parole dedicate a EX ILVA espresse in conferenza stampa da Giorgia Meloni.
Sono parole che suonano già sentite, vaghe, rassicuranti, ma senza impegni reali. Taranto non può più permettersi ambiguità perché l’ex Ilva è incompatibile con tutto:
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Esiste solo il coraggio di chiudere e cambiare modello.
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Sono parole che suonano già sentite, vaghe, rassicuranti, ma senza impegni reali. Taranto non può più permettersi ambiguità perché l’ex Ilva è incompatibile con tutto:
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Esiste solo il coraggio di chiudere e cambiare modello.
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Sono parole che suonano già sentite, vaghe, rassicuranti, ma senza impegni reali. Taranto non può più permettersi ambiguità perché l’ex Ilva è incompatibile con tutto:
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Esiste solo il coraggio di chiudere e cambiare modello.
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A Taranto la #befana non porta dolci.
Però è coerente… ogni anno
#giustiziapertaranto

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Però è coerente… ogni anno
#giustiziapertaranto

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Però è coerente… ogni anno
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Però è coerente… ogni anno
#giustiziapertaranto

A Taranto la #befana non porta dolci.
Però è coerente… ogni anno
#giustiziapertaranto

L’attacco degli Stati Uniti al Venezuela non è solo una questione di politica estera o di equilibri geopolitici lontani da noi.
È l’ennesima dimostrazione di come guerra, interessi energetici e politiche industriali siano profondamente intrecciati.
#NoAllaGuerra #Pace #Venezuela #GiustiziaPerTaranto

L’attacco degli Stati Uniti al Venezuela non è solo una questione di politica estera o di equilibri geopolitici lontani da noi.
È l’ennesima dimostrazione di come guerra, interessi energetici e politiche industriali siano profondamente intrecciati.
#NoAllaGuerra #Pace #Venezuela #GiustiziaPerTaranto

L’attacco degli Stati Uniti al Venezuela non è solo una questione di politica estera o di equilibri geopolitici lontani da noi.
È l’ennesima dimostrazione di come guerra, interessi energetici e politiche industriali siano profondamente intrecciati.
#NoAllaGuerra #Pace #Venezuela #GiustiziaPerTaranto

L’attacco degli Stati Uniti al Venezuela non è solo una questione di politica estera o di equilibri geopolitici lontani da noi.
È l’ennesima dimostrazione di come guerra, interessi energetici e politiche industriali siano profondamente intrecciati.
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L’attacco degli Stati Uniti al Venezuela non è solo una questione di politica estera o di equilibri geopolitici lontani da noi.
È l’ennesima dimostrazione di come guerra, interessi energetici e politiche industriali siano profondamente intrecciati.
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L’attacco degli Stati Uniti al Venezuela non è solo una questione di politica estera o di equilibri geopolitici lontani da noi.
È l’ennesima dimostrazione di come guerra, interessi energetici e politiche industriali siano profondamente intrecciati.
#NoAllaGuerra #Pace #Venezuela #GiustiziaPerTaranto

L’attacco degli Stati Uniti al Venezuela non è solo una questione di politica estera o di equilibri geopolitici lontani da noi.
È l’ennesima dimostrazione di come guerra, interessi energetici e politiche industriali siano profondamente intrecciati.
#NoAllaGuerra #Pace #Venezuela #GiustiziaPerTaranto

Arriva il fondo americano Flacks Group, ma tu sei distratto e mentre l’Italia si occupa di loro succede che... Taranto viene messa, ancora una volta, sul tavolo come merce di scambio. Succede ancora una volta che la trattativa avviene mentre lavoratori e città restano fuori dalle scelte.
#giustiziapertaranto❤💙 #taranto

Arriva il fondo americano Flacks Group, ma tu sei distratto e mentre l’Italia si occupa di loro succede che... Taranto viene messa, ancora una volta, sul tavolo come merce di scambio. Succede ancora una volta che la trattativa avviene mentre lavoratori e città restano fuori dalle scelte.
#giustiziapertaranto❤💙 #taranto

Arriva il fondo americano Flacks Group, ma tu sei distratto e mentre l’Italia si occupa di loro succede che... Taranto viene messa, ancora una volta, sul tavolo come merce di scambio. Succede ancora una volta che la trattativa avviene mentre lavoratori e città restano fuori dalle scelte.
#giustiziapertaranto❤💙 #taranto

Arriva il fondo americano Flacks Group, ma tu sei distratto e mentre l’Italia si occupa di loro succede che... Taranto viene messa, ancora una volta, sul tavolo come merce di scambio. Succede ancora una volta che la trattativa avviene mentre lavoratori e città restano fuori dalle scelte.
#giustiziapertaranto❤💙 #taranto

Arriva il fondo americano Flacks Group, ma tu sei distratto e mentre l’Italia si occupa di loro succede che... Taranto viene messa, ancora una volta, sul tavolo come merce di scambio. Succede ancora una volta che la trattativa avviene mentre lavoratori e città restano fuori dalle scelte.
#giustiziapertaranto❤💙 #taranto

CONFERENZA STAMPA SU ILVA: DAL SINDACO PRETENDIAMO CHIAREZZA
Oggi abbiamo convocato una conferenza stampa, in concomitanza con il primo Consiglio comunale successivo all’intesa emersa dal Consiglio di fabbrica del 10 dicembre, per sollecitare pubblicamente il Sindaco di Taranto su una vicenda che richiede serietà, responsabilità e una visione complessiva.
La conferenza, organizzata con i promotori de L’Ora di Taranto, è stata necessaria per denunciare ambiguità e incoerenze del Sindaco sulla questione Ilva/Acciaierie d’Italia, in un dibattito frammentato, maturato fuori dal Consiglio comunale e affidato a dichiarazioni contraddittorie sulla stampa. Una condizione che impedisce alla città di conoscere le reali posizioni dei consiglieri su un tema che segna il presente e il futuro di Taranto.
Abbiamo presentato un documento che evidenzia le incongruenze tra le attuali posizioni del Sindaco e il suo programma elettorale e ricostruisce il quadro industriale, economico, ambientale e sanitario del siderurgico. Un quadro che rende tutt’altro che superata l’ipotesi della prosecuzione della produzione a carbone: dati ambientali e sanitari drammatici, perdite tra 50 e 80 milioni di euro al mese, procedimenti giudiziari e migliaia di lavoratori in cassa integrazione.
Abbiamo espresso forte preoccupazione per l’ipotesi di cessione a fondi speculativi privi di competenze in siderurgia. Investimenti, occupazione e “decarbonizzazione” non sono oggi verificati né garantiti, mentre si profila l’uso dell’AIA per proseguire l’attuale assetto produttivo.
La compartecipazione statale rischia di scaricare ancora i costi sulla collettività, aggravando il bilancio ambientale e sanitario. Questa conferenza è un passaggio politico necessario per pretendere risposte pubbliche, trasparenti e coerenti. Dopo miliardi spesi per tenere in vita una fabbrica che i fatti dimostrano insalvabile, chiediamo una discussione seria sulla riconversione economica e occupazionale, a partire da lavoratori e bonifiche.
Su questa visione siamo pronti a confrontarci con tutti.
Ma il tempo delle ambiguità è finito.
#loraditaranto

Lunedì 22 ci sarà il primo Consiglio comunale dopo la firma del Sindaco Bitetti sull’intesa riguardo al futuro dell’ex-Ilva con sindacati, Provincia e Regione. Un documento non vincolante che tuttavia ha avuto tanto peso politico da meritare la replica del Ministro Urso il quale, per completare l’opera, ha pensato bene di rilanciare sulla nave rigassificatrice.
Per fortuna, i piani mai verificati del Governo non trovano né i soldi necessari per essere realizzati e né sponda in aziende disposte ad acquisire la fabbrica, ma la pianificazione del futuro di Taranto richiede serietà e autentico senso di responsabilità, mentre cogliamo solo ambiguità, incoerenza e totale assenza di analisi e di visione.
Per tutto questo, a partire dalle 16.30, in continuità con quanto emerso nella manifestazione del 29 novembre scorso, terremo una conferenza stampa per manifestare tutta la nostra contrarietà riguardo alla gestione istituzionale della vertenza più importante della storia di Taranto da parte del Sindaco.
Raggiungeteci, facciamo massa critica per pretendere un futuro diverso!

Quello che è successo oggi, 10 dicembre, Giornata Mondiale dei Diritti Umani, è gravissimo.
Il sindaco Piero Bitetti, il presidente della Provincia Gianfranco Palmisano e il presidente della Regione Michele Emiliano hanno firmato un documento che chiede al Governo 3 forni elettrici e 4 impianti DRI, tutti a Taranto.
Mentre a Genova non accettano nemmeno un forno elettrico.
E il modo in cui tutto questo è avvenuto lascia senza parole:
nessun passaggio in Consiglio comunale,
nessun atto pubblico,
nessuna discussione con la città,
nessun confronto con chi qui ci vive, lavora e cresce i figli.
Bitetti, Palmisano ed Emiliano hanno scelto la linea dettata dai sindacati metalmeccanici, ignorando completamente i cittadini che pochi giorni fa sono scesi in piazza per dire chiaramente che il ritorno dell’ILVA non lo vogliono.
Hanno ignorato anche il programma elettorale grazie al quale Bitetti è stato eletto: chiusura dell’area a caldo.
Ma cosa significa, allora?
Togliamo il carbone e puntiamo comunque su altri combustibili fossili?
Chiudiamo gli impianti vecchi per costruirne di nuovi sempre a ridosso della città?
La città non è stata ascoltata.
Non è stata informata.
È stata messa da parte.
E dunque è inevitabile chiedersi:
chi rappresentavano quando hanno firmato quel documento?
A nome di chi parlavano?
Con quale autorità politica evocano 3 EAF e 4 DRI, il più grande impianto fossile d’Europa, come se Taranto fosse un loro affare privato?
Quella firma non è solo opaca.
È un atto ostile verso la città.
Smentisce programmi, promesse e impegni, e riapre la strada ai soliti equilibri: un Comune debole, pronto a piegarsi, pronto a rimettere in scena gli stessi protagonisti dell’era Melucci.
Taranto fa un passo indietro.
E lo fa perché qualcuno la sta trascinando lì.
Chi sostiene questa politica fatta di scorciatoie, documenti firmati lontano dagli occhi della città e scelte contro gli interessi della comunità, deve assumersi la responsabilità. Pubblicamente.
#giornatadeidirittiumani #nonataranto #solotarantopuòsalvaretaranto #giustiziapertaranto

Quello che è successo oggi, 10 dicembre, Giornata Mondiale dei Diritti Umani, è gravissimo.
Il sindaco Piero Bitetti, il presidente della Provincia Gianfranco Palmisano e il presidente della Regione Michele Emiliano hanno firmato un documento che chiede al Governo 3 forni elettrici e 4 impianti DRI, tutti a Taranto.
Mentre a Genova non accettano nemmeno un forno elettrico.
E il modo in cui tutto questo è avvenuto lascia senza parole:
nessun passaggio in Consiglio comunale,
nessun atto pubblico,
nessuna discussione con la città,
nessun confronto con chi qui ci vive, lavora e cresce i figli.
Bitetti, Palmisano ed Emiliano hanno scelto la linea dettata dai sindacati metalmeccanici, ignorando completamente i cittadini che pochi giorni fa sono scesi in piazza per dire chiaramente che il ritorno dell’ILVA non lo vogliono.
Hanno ignorato anche il programma elettorale grazie al quale Bitetti è stato eletto: chiusura dell’area a caldo.
Ma cosa significa, allora?
Togliamo il carbone e puntiamo comunque su altri combustibili fossili?
Chiudiamo gli impianti vecchi per costruirne di nuovi sempre a ridosso della città?
La città non è stata ascoltata.
Non è stata informata.
È stata messa da parte.
E dunque è inevitabile chiedersi:
chi rappresentavano quando hanno firmato quel documento?
A nome di chi parlavano?
Con quale autorità politica evocano 3 EAF e 4 DRI, il più grande impianto fossile d’Europa, come se Taranto fosse un loro affare privato?
Quella firma non è solo opaca.
È un atto ostile verso la città.
Smentisce programmi, promesse e impegni, e riapre la strada ai soliti equilibri: un Comune debole, pronto a piegarsi, pronto a rimettere in scena gli stessi protagonisti dell’era Melucci.
Taranto fa un passo indietro.
E lo fa perché qualcuno la sta trascinando lì.
Chi sostiene questa politica fatta di scorciatoie, documenti firmati lontano dagli occhi della città e scelte contro gli interessi della comunità, deve assumersi la responsabilità. Pubblicamente.
#giornatadeidirittiumani #nonataranto #solotarantopuòsalvaretaranto #giustiziapertaranto

Serata evento mercoledì 10 a Mercato Nuovo, a partire dalle 19.
Rivivremo insieme le emozioni della manifestazione L’Ora di Taranto nel video ufficiale realizzato da Antonello Cafagna (35’) e a seguire ci confronteremo nell’assemblea di restituzione nella quale condivideremo i prossimi passi da intraprendere nel percorso collettivo che stiamo portando avanti per il nostro territorio.
📍Appuntamento mercoledì 10, dalle 19 in via Mercato Nuovo 30, a Porta Napoli
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