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_andreaisola

Andrea Isola_Exhibit Designer

_Nella vita progetto allestimenti di mostre, stand e fiere d’arte.
Una vita divisa tra Cagliari, Torino e cantieri sparsi.
#appuntidiunexhibitdesigner

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_“Ma adesso qua che faccio? È una sala talmente bella che qualsiasi elemento vada ad aggiungere potrebbe risultare di troppo”

Questi sono stati i miei pensieri quando ho fatto il primo sopralluogo nella Corte Medievale di @palazzomadama , per conoscere meglio lo spazio espositivo, prima di iniziare la progettazione dell’allestimento della mostra “State of emergency” di @maxpinckers curata da @salvatorevitale_ all’interno del @torino.foto.festival .

Siamo partiti dall’idea di ricostruire un archivio storico, perché è proprio da un archivio inglese che Max ha tratto ispirazione per il suo nuovo progetto fotografico, in cui cerca di riscrivere e raccontare la guerra di indipendenza in Kenya vista dagli occhi dei kenyoti e dei reduci di guerra.

Così abbiamo disegnato delle strutture in scatolare in ferro e griglie su misura, verniciate secondo un RAL ben preciso e realizzate da @fastevents_srl per ospitare sia le fotografie, ma anche i video e i libri .

Per rafforzare l’idea di “archivio” si è deciso di stampare le foto su una carta fotografica e di appenderle con delle calamite e, sempre attraverso del materiale calamitato, sono stati stampati e posizionati i numeri delle didascalie.

Inoltre, alle strutture è stata integrata una luce led naturale sia per ricordare le classiche luci neon presenti negli archivi, sia per creare un contrasto con l’illuminazione calda generale della sala.

Da un punto di vista progettuale è stato un lavoro complesso perché ogni elemento è stato pensato, disegnato e fatto realizzare da zero, ma sono molto soddisfatto del risultato finale.

Spero sia piaciuta anche a voi e a chi andrà a visitarla fino al 2 Giugno.
#appuntidiunexhibitdesigner

Credits: @nicola.morittu


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25
2 years ago


_“Ma adesso qua che faccio? È una sala talmente bella che qualsiasi elemento vada ad aggiungere potrebbe risultare di troppo”

Questi sono stati i miei pensieri quando ho fatto il primo sopralluogo nella Corte Medievale di @palazzomadama , per conoscere meglio lo spazio espositivo, prima di iniziare la progettazione dell’allestimento della mostra “State of emergency” di @maxpinckers curata da @salvatorevitale_ all’interno del @torino.foto.festival .

Siamo partiti dall’idea di ricostruire un archivio storico, perché è proprio da un archivio inglese che Max ha tratto ispirazione per il suo nuovo progetto fotografico, in cui cerca di riscrivere e raccontare la guerra di indipendenza in Kenya vista dagli occhi dei kenyoti e dei reduci di guerra.

Così abbiamo disegnato delle strutture in scatolare in ferro e griglie su misura, verniciate secondo un RAL ben preciso e realizzate da @fastevents_srl per ospitare sia le fotografie, ma anche i video e i libri .

Per rafforzare l’idea di “archivio” si è deciso di stampare le foto su una carta fotografica e di appenderle con delle calamite e, sempre attraverso del materiale calamitato, sono stati stampati e posizionati i numeri delle didascalie.

Inoltre, alle strutture è stata integrata una luce led naturale sia per ricordare le classiche luci neon presenti negli archivi, sia per creare un contrasto con l’illuminazione calda generale della sala.

Da un punto di vista progettuale è stato un lavoro complesso perché ogni elemento è stato pensato, disegnato e fatto realizzare da zero, ma sono molto soddisfatto del risultato finale.

Spero sia piaciuta anche a voi e a chi andrà a visitarla fino al 2 Giugno.
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Credits: @nicola.morittu


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_“Ma adesso qua che faccio? È una sala talmente bella che qualsiasi elemento vada ad aggiungere potrebbe risultare di troppo”

Questi sono stati i miei pensieri quando ho fatto il primo sopralluogo nella Corte Medievale di @palazzomadama , per conoscere meglio lo spazio espositivo, prima di iniziare la progettazione dell’allestimento della mostra “State of emergency” di @maxpinckers curata da @salvatorevitale_ all’interno del @torino.foto.festival .

Siamo partiti dall’idea di ricostruire un archivio storico, perché è proprio da un archivio inglese che Max ha tratto ispirazione per il suo nuovo progetto fotografico, in cui cerca di riscrivere e raccontare la guerra di indipendenza in Kenya vista dagli occhi dei kenyoti e dei reduci di guerra.

Così abbiamo disegnato delle strutture in scatolare in ferro e griglie su misura, verniciate secondo un RAL ben preciso e realizzate da @fastevents_srl per ospitare sia le fotografie, ma anche i video e i libri .

Per rafforzare l’idea di “archivio” si è deciso di stampare le foto su una carta fotografica e di appenderle con delle calamite e, sempre attraverso del materiale calamitato, sono stati stampati e posizionati i numeri delle didascalie.

Inoltre, alle strutture è stata integrata una luce led naturale sia per ricordare le classiche luci neon presenti negli archivi, sia per creare un contrasto con l’illuminazione calda generale della sala.

Da un punto di vista progettuale è stato un lavoro complesso perché ogni elemento è stato pensato, disegnato e fatto realizzare da zero, ma sono molto soddisfatto del risultato finale.

Spero sia piaciuta anche a voi e a chi andrà a visitarla fino al 2 Giugno.
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Credits: @nicola.morittu


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_“Ma adesso qua che faccio? È una sala talmente bella che qualsiasi elemento vada ad aggiungere potrebbe risultare di troppo”

Questi sono stati i miei pensieri quando ho fatto il primo sopralluogo nella Corte Medievale di @palazzomadama , per conoscere meglio lo spazio espositivo, prima di iniziare la progettazione dell’allestimento della mostra “State of emergency” di @maxpinckers curata da @salvatorevitale_ all’interno del @torino.foto.festival .

Siamo partiti dall’idea di ricostruire un archivio storico, perché è proprio da un archivio inglese che Max ha tratto ispirazione per il suo nuovo progetto fotografico, in cui cerca di riscrivere e raccontare la guerra di indipendenza in Kenya vista dagli occhi dei kenyoti e dei reduci di guerra.

Così abbiamo disegnato delle strutture in scatolare in ferro e griglie su misura, verniciate secondo un RAL ben preciso e realizzate da @fastevents_srl per ospitare sia le fotografie, ma anche i video e i libri .

Per rafforzare l’idea di “archivio” si è deciso di stampare le foto su una carta fotografica e di appenderle con delle calamite e, sempre attraverso del materiale calamitato, sono stati stampati e posizionati i numeri delle didascalie.

Inoltre, alle strutture è stata integrata una luce led naturale sia per ricordare le classiche luci neon presenti negli archivi, sia per creare un contrasto con l’illuminazione calda generale della sala.

Da un punto di vista progettuale è stato un lavoro complesso perché ogni elemento è stato pensato, disegnato e fatto realizzare da zero, ma sono molto soddisfatto del risultato finale.

Spero sia piaciuta anche a voi e a chi andrà a visitarla fino al 2 Giugno.
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Questi sono stati i miei pensieri quando ho fatto il primo sopralluogo nella Corte Medievale di @palazzomadama , per conoscere meglio lo spazio espositivo, prima di iniziare la progettazione dell’allestimento della mostra “State of emergency” di @maxpinckers curata da @salvatorevitale_ all’interno del @torino.foto.festival .

Siamo partiti dall’idea di ricostruire un archivio storico, perché è proprio da un archivio inglese che Max ha tratto ispirazione per il suo nuovo progetto fotografico, in cui cerca di riscrivere e raccontare la guerra di indipendenza in Kenya vista dagli occhi dei kenyoti e dei reduci di guerra.

Così abbiamo disegnato delle strutture in scatolare in ferro e griglie su misura, verniciate secondo un RAL ben preciso e realizzate da @fastevents_srl per ospitare sia le fotografie, ma anche i video e i libri .

Per rafforzare l’idea di “archivio” si è deciso di stampare le foto su una carta fotografica e di appenderle con delle calamite e, sempre attraverso del materiale calamitato, sono stati stampati e posizionati i numeri delle didascalie.

Inoltre, alle strutture è stata integrata una luce led naturale sia per ricordare le classiche luci neon presenti negli archivi, sia per creare un contrasto con l’illuminazione calda generale della sala.

Da un punto di vista progettuale è stato un lavoro complesso perché ogni elemento è stato pensato, disegnato e fatto realizzare da zero, ma sono molto soddisfatto del risultato finale.

Spero sia piaciuta anche a voi e a chi andrà a visitarla fino al 2 Giugno.
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_“Ma adesso qua che faccio? È una sala talmente bella che qualsiasi elemento vada ad aggiungere potrebbe risultare di troppo”

Questi sono stati i miei pensieri quando ho fatto il primo sopralluogo nella Corte Medievale di @palazzomadama , per conoscere meglio lo spazio espositivo, prima di iniziare la progettazione dell’allestimento della mostra “State of emergency” di @maxpinckers curata da @salvatorevitale_ all’interno del @torino.foto.festival .

Siamo partiti dall’idea di ricostruire un archivio storico, perché è proprio da un archivio inglese che Max ha tratto ispirazione per il suo nuovo progetto fotografico, in cui cerca di riscrivere e raccontare la guerra di indipendenza in Kenya vista dagli occhi dei kenyoti e dei reduci di guerra.

Così abbiamo disegnato delle strutture in scatolare in ferro e griglie su misura, verniciate secondo un RAL ben preciso e realizzate da @fastevents_srl per ospitare sia le fotografie, ma anche i video e i libri .

Per rafforzare l’idea di “archivio” si è deciso di stampare le foto su una carta fotografica e di appenderle con delle calamite e, sempre attraverso del materiale calamitato, sono stati stampati e posizionati i numeri delle didascalie.

Inoltre, alle strutture è stata integrata una luce led naturale sia per ricordare le classiche luci neon presenti negli archivi, sia per creare un contrasto con l’illuminazione calda generale della sala.

Da un punto di vista progettuale è stato un lavoro complesso perché ogni elemento è stato pensato, disegnato e fatto realizzare da zero, ma sono molto soddisfatto del risultato finale.

Spero sia piaciuta anche a voi e a chi andrà a visitarla fino al 2 Giugno.
#appuntidiunexhibitdesigner

Credits: @nicola.morittu


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2 years ago

_L’anno nuovo inizia con una mia intervista su @la7_tv nel programma #Artbox , in cui racconto in cosa consiste il mio mestiere, il mio percorso e le esperienze lavorative più recenti.

Grazie @3dproduzioni per l’intervista, le riprese e il montaggio.

Nelle stories vi lascio il link per vedere l’intera puntata!

Non vedo l’ora di iniziare a raccontarvi i prossimi progetti del 2024, ma ora guardate l’intervista e ditemi che ne pensate!
#appuntidiunexhibitdesigner


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2 years ago

_Nell’ultimo numero di @artribune , all’interno dell’inserto “Grandi Mostre”, trovate un’intervista di @martasantacat in cui, tra i progetti futuri e quelli maggiormente sfidanti del mio passato, ho raccontato i passaggi che si celano tra la prima telefonata con il cliente fino all’inaugurazione della mostra.

Buona lettura!
#appuntidiunexhibitdesigner


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2 years ago


_Quando il team curatoriale di @supervistamare @simplification_mario e @carloemiliozummo mi ha parlato della mostra “Lucio Dalla & Roberto Roversi. Un Disco. Automobili” la domanda che ci siamo posti è stata “come si racconta un album? Cosa bisogna avere in mostra e cosa il pubblico si aspetta di vedere?”.

Partendo da questi quesiti, la risposta all’unanimità è stata una: è una mostra da vedere e da ascoltare.

Grazie ad importanti prestiti di scritti originali, materiali d’archivio, autovetture e scambi epistolari tra i protagonisti dell’album, è stato possibile raccontare una storia di un album che parla della città di Torino degli anni ‘70, di macchine del futuro, di censure e del significato di essere giovani in quel preciso periodo storico.

Grazie a Rai Teche potete vedere i filmati originali dello spettacolo teatrale da cui poi dopo è nato l’album e grazie alle cuffie accanto ai testi originali delle canzone potrete immergervi completamente nella bellezza di quei racconti, di quelle parole e di quegli arrangiamenti.

Una chicca, per gli amanti dell’automotive, che vedete nell’ultima foto è senza dubbio la presenza dell’Alfa Romeo P3 originale guidata da Tazio Nuvolari, uno degli attori protagonisti raccontati nell’album.

La potete vedere fino al 20 Settembre al @museoautomobile
#appuntidiunexhibitdesigner

Credits @giorgioperottino


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6 days ago

_Quando il team curatoriale di @supervistamare @simplification_mario e @carloemiliozummo mi ha parlato della mostra “Lucio Dalla & Roberto Roversi. Un Disco. Automobili” la domanda che ci siamo posti è stata “come si racconta un album? Cosa bisogna avere in mostra e cosa il pubblico si aspetta di vedere?”.

Partendo da questi quesiti, la risposta all’unanimità è stata una: è una mostra da vedere e da ascoltare.

Grazie ad importanti prestiti di scritti originali, materiali d’archivio, autovetture e scambi epistolari tra i protagonisti dell’album, è stato possibile raccontare una storia di un album che parla della città di Torino degli anni ‘70, di macchine del futuro, di censure e del significato di essere giovani in quel preciso periodo storico.

Grazie a Rai Teche potete vedere i filmati originali dello spettacolo teatrale da cui poi dopo è nato l’album e grazie alle cuffie accanto ai testi originali delle canzone potrete immergervi completamente nella bellezza di quei racconti, di quelle parole e di quegli arrangiamenti.

Una chicca, per gli amanti dell’automotive, che vedete nell’ultima foto è senza dubbio la presenza dell’Alfa Romeo P3 originale guidata da Tazio Nuvolari, uno degli attori protagonisti raccontati nell’album.

La potete vedere fino al 20 Settembre al @museoautomobile
#appuntidiunexhibitdesigner

Credits @giorgioperottino


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6 days ago

_Quando il team curatoriale di @supervistamare @simplification_mario e @carloemiliozummo mi ha parlato della mostra “Lucio Dalla & Roberto Roversi. Un Disco. Automobili” la domanda che ci siamo posti è stata “come si racconta un album? Cosa bisogna avere in mostra e cosa il pubblico si aspetta di vedere?”.

Partendo da questi quesiti, la risposta all’unanimità è stata una: è una mostra da vedere e da ascoltare.

Grazie ad importanti prestiti di scritti originali, materiali d’archivio, autovetture e scambi epistolari tra i protagonisti dell’album, è stato possibile raccontare una storia di un album che parla della città di Torino degli anni ‘70, di macchine del futuro, di censure e del significato di essere giovani in quel preciso periodo storico.

Grazie a Rai Teche potete vedere i filmati originali dello spettacolo teatrale da cui poi dopo è nato l’album e grazie alle cuffie accanto ai testi originali delle canzone potrete immergervi completamente nella bellezza di quei racconti, di quelle parole e di quegli arrangiamenti.

Una chicca, per gli amanti dell’automotive, che vedete nell’ultima foto è senza dubbio la presenza dell’Alfa Romeo P3 originale guidata da Tazio Nuvolari, uno degli attori protagonisti raccontati nell’album.

La potete vedere fino al 20 Settembre al @museoautomobile
#appuntidiunexhibitdesigner

Credits @giorgioperottino


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6 days ago

_Quando il team curatoriale di @supervistamare @simplification_mario e @carloemiliozummo mi ha parlato della mostra “Lucio Dalla & Roberto Roversi. Un Disco. Automobili” la domanda che ci siamo posti è stata “come si racconta un album? Cosa bisogna avere in mostra e cosa il pubblico si aspetta di vedere?”.

Partendo da questi quesiti, la risposta all’unanimità è stata una: è una mostra da vedere e da ascoltare.

Grazie ad importanti prestiti di scritti originali, materiali d’archivio, autovetture e scambi epistolari tra i protagonisti dell’album, è stato possibile raccontare una storia di un album che parla della città di Torino degli anni ‘70, di macchine del futuro, di censure e del significato di essere giovani in quel preciso periodo storico.

Grazie a Rai Teche potete vedere i filmati originali dello spettacolo teatrale da cui poi dopo è nato l’album e grazie alle cuffie accanto ai testi originali delle canzone potrete immergervi completamente nella bellezza di quei racconti, di quelle parole e di quegli arrangiamenti.

Una chicca, per gli amanti dell’automotive, che vedete nell’ultima foto è senza dubbio la presenza dell’Alfa Romeo P3 originale guidata da Tazio Nuvolari, uno degli attori protagonisti raccontati nell’album.

La potete vedere fino al 20 Settembre al @museoautomobile
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_Quando il team curatoriale di @supervistamare @simplification_mario e @carloemiliozummo mi ha parlato della mostra “Lucio Dalla & Roberto Roversi. Un Disco. Automobili” la domanda che ci siamo posti è stata “come si racconta un album? Cosa bisogna avere in mostra e cosa il pubblico si aspetta di vedere?”.

Partendo da questi quesiti, la risposta all’unanimità è stata una: è una mostra da vedere e da ascoltare.

Grazie ad importanti prestiti di scritti originali, materiali d’archivio, autovetture e scambi epistolari tra i protagonisti dell’album, è stato possibile raccontare una storia di un album che parla della città di Torino degli anni ‘70, di macchine del futuro, di censure e del significato di essere giovani in quel preciso periodo storico.

Grazie a Rai Teche potete vedere i filmati originali dello spettacolo teatrale da cui poi dopo è nato l’album e grazie alle cuffie accanto ai testi originali delle canzone potrete immergervi completamente nella bellezza di quei racconti, di quelle parole e di quegli arrangiamenti.

Una chicca, per gli amanti dell’automotive, che vedete nell’ultima foto è senza dubbio la presenza dell’Alfa Romeo P3 originale guidata da Tazio Nuvolari, uno degli attori protagonisti raccontati nell’album.

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Partendo da questi quesiti, la risposta all’unanimità è stata una: è una mostra da vedere e da ascoltare.

Grazie ad importanti prestiti di scritti originali, materiali d’archivio, autovetture e scambi epistolari tra i protagonisti dell’album, è stato possibile raccontare una storia di un album che parla della città di Torino degli anni ‘70, di macchine del futuro, di censure e del significato di essere giovani in quel preciso periodo storico.

Grazie a Rai Teche potete vedere i filmati originali dello spettacolo teatrale da cui poi dopo è nato l’album e grazie alle cuffie accanto ai testi originali delle canzone potrete immergervi completamente nella bellezza di quei racconti, di quelle parole e di quegli arrangiamenti.

Una chicca, per gli amanti dell’automotive, che vedete nell’ultima foto è senza dubbio la presenza dell’Alfa Romeo P3 originale guidata da Tazio Nuvolari, uno degli attori protagonisti raccontati nell’album.

La potete vedere fino al 20 Settembre al @museoautomobile
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_Quando il team curatoriale di @supervistamare @simplification_mario e @carloemiliozummo mi ha parlato della mostra “Lucio Dalla & Roberto Roversi. Un Disco. Automobili” la domanda che ci siamo posti è stata “come si racconta un album? Cosa bisogna avere in mostra e cosa il pubblico si aspetta di vedere?”.

Partendo da questi quesiti, la risposta all’unanimità è stata una: è una mostra da vedere e da ascoltare.

Grazie ad importanti prestiti di scritti originali, materiali d’archivio, autovetture e scambi epistolari tra i protagonisti dell’album, è stato possibile raccontare una storia di un album che parla della città di Torino degli anni ‘70, di macchine del futuro, di censure e del significato di essere giovani in quel preciso periodo storico.

Grazie a Rai Teche potete vedere i filmati originali dello spettacolo teatrale da cui poi dopo è nato l’album e grazie alle cuffie accanto ai testi originali delle canzone potrete immergervi completamente nella bellezza di quei racconti, di quelle parole e di quegli arrangiamenti.

Una chicca, per gli amanti dell’automotive, che vedete nell’ultima foto è senza dubbio la presenza dell’Alfa Romeo P3 originale guidata da Tazio Nuvolari, uno degli attori protagonisti raccontati nell’album.

La potete vedere fino al 20 Settembre al @museoautomobile
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_Quando il team curatoriale di @supervistamare @simplification_mario e @carloemiliozummo mi ha parlato della mostra “Lucio Dalla & Roberto Roversi. Un Disco. Automobili” la domanda che ci siamo posti è stata “come si racconta un album? Cosa bisogna avere in mostra e cosa il pubblico si aspetta di vedere?”.

Partendo da questi quesiti, la risposta all’unanimità è stata una: è una mostra da vedere e da ascoltare.

Grazie ad importanti prestiti di scritti originali, materiali d’archivio, autovetture e scambi epistolari tra i protagonisti dell’album, è stato possibile raccontare una storia di un album che parla della città di Torino degli anni ‘70, di macchine del futuro, di censure e del significato di essere giovani in quel preciso periodo storico.

Grazie a Rai Teche potete vedere i filmati originali dello spettacolo teatrale da cui poi dopo è nato l’album e grazie alle cuffie accanto ai testi originali delle canzone potrete immergervi completamente nella bellezza di quei racconti, di quelle parole e di quegli arrangiamenti.

Una chicca, per gli amanti dell’automotive, che vedete nell’ultima foto è senza dubbio la presenza dell’Alfa Romeo P3 originale guidata da Tazio Nuvolari, uno degli attori protagonisti raccontati nell’album.

La potete vedere fino al 20 Settembre al @museoautomobile
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_Quando il team curatoriale di @supervistamare @simplification_mario e @carloemiliozummo mi ha parlato della mostra “Lucio Dalla & Roberto Roversi. Un Disco. Automobili” la domanda che ci siamo posti è stata “come si racconta un album? Cosa bisogna avere in mostra e cosa il pubblico si aspetta di vedere?”.

Partendo da questi quesiti, la risposta all’unanimità è stata una: è una mostra da vedere e da ascoltare.

Grazie ad importanti prestiti di scritti originali, materiali d’archivio, autovetture e scambi epistolari tra i protagonisti dell’album, è stato possibile raccontare una storia di un album che parla della città di Torino degli anni ‘70, di macchine del futuro, di censure e del significato di essere giovani in quel preciso periodo storico.

Grazie a Rai Teche potete vedere i filmati originali dello spettacolo teatrale da cui poi dopo è nato l’album e grazie alle cuffie accanto ai testi originali delle canzone potrete immergervi completamente nella bellezza di quei racconti, di quelle parole e di quegli arrangiamenti.

Una chicca, per gli amanti dell’automotive, che vedete nell’ultima foto è senza dubbio la presenza dell’Alfa Romeo P3 originale guidata da Tazio Nuvolari, uno degli attori protagonisti raccontati nell’album.

La potete vedere fino al 20 Settembre al @museoautomobile
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Credits @giorgioperottino


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_Quando il team curatoriale di @supervistamare @simplification_mario e @carloemiliozummo mi ha parlato della mostra “Lucio Dalla & Roberto Roversi. Un Disco. Automobili” la domanda che ci siamo posti è stata “come si racconta un album? Cosa bisogna avere in mostra e cosa il pubblico si aspetta di vedere?”.

Partendo da questi quesiti, la risposta all’unanimità è stata una: è una mostra da vedere e da ascoltare.

Grazie ad importanti prestiti di scritti originali, materiali d’archivio, autovetture e scambi epistolari tra i protagonisti dell’album, è stato possibile raccontare una storia di un album che parla della città di Torino degli anni ‘70, di macchine del futuro, di censure e del significato di essere giovani in quel preciso periodo storico.

Grazie a Rai Teche potete vedere i filmati originali dello spettacolo teatrale da cui poi dopo è nato l’album e grazie alle cuffie accanto ai testi originali delle canzone potrete immergervi completamente nella bellezza di quei racconti, di quelle parole e di quegli arrangiamenti.

Una chicca, per gli amanti dell’automotive, che vedete nell’ultima foto è senza dubbio la presenza dell’Alfa Romeo P3 originale guidata da Tazio Nuvolari, uno degli attori protagonisti raccontati nell’album.

La potete vedere fino al 20 Settembre al @museoautomobile
#appuntidiunexhibitdesigner

Credits @giorgioperottino


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_Quando il team curatoriale di @supervistamare @simplification_mario e @carloemiliozummo mi ha parlato della mostra “Lucio Dalla & Roberto Roversi. Un Disco. Automobili” la domanda che ci siamo posti è stata “come si racconta un album? Cosa bisogna avere in mostra e cosa il pubblico si aspetta di vedere?”.

Partendo da questi quesiti, la risposta all’unanimità è stata una: è una mostra da vedere e da ascoltare.

Grazie ad importanti prestiti di scritti originali, materiali d’archivio, autovetture e scambi epistolari tra i protagonisti dell’album, è stato possibile raccontare una storia di un album che parla della città di Torino degli anni ‘70, di macchine del futuro, di censure e del significato di essere giovani in quel preciso periodo storico.

Grazie a Rai Teche potete vedere i filmati originali dello spettacolo teatrale da cui poi dopo è nato l’album e grazie alle cuffie accanto ai testi originali delle canzone potrete immergervi completamente nella bellezza di quei racconti, di quelle parole e di quegli arrangiamenti.

Una chicca, per gli amanti dell’automotive, che vedete nell’ultima foto è senza dubbio la presenza dell’Alfa Romeo P3 originale guidata da Tazio Nuvolari, uno degli attori protagonisti raccontati nell’album.

La potete vedere fino al 20 Settembre al @museoautomobile
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Credits @giorgioperottino


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_Quando il team curatoriale di @supervistamare @simplification_mario e @carloemiliozummo mi ha parlato della mostra “Lucio Dalla & Roberto Roversi. Un Disco. Automobili” la domanda che ci siamo posti è stata “come si racconta un album? Cosa bisogna avere in mostra e cosa il pubblico si aspetta di vedere?”.

Partendo da questi quesiti, la risposta all’unanimità è stata una: è una mostra da vedere e da ascoltare.

Grazie ad importanti prestiti di scritti originali, materiali d’archivio, autovetture e scambi epistolari tra i protagonisti dell’album, è stato possibile raccontare una storia di un album che parla della città di Torino degli anni ‘70, di macchine del futuro, di censure e del significato di essere giovani in quel preciso periodo storico.

Grazie a Rai Teche potete vedere i filmati originali dello spettacolo teatrale da cui poi dopo è nato l’album e grazie alle cuffie accanto ai testi originali delle canzone potrete immergervi completamente nella bellezza di quei racconti, di quelle parole e di quegli arrangiamenti.

Una chicca, per gli amanti dell’automotive, che vedete nell’ultima foto è senza dubbio la presenza dell’Alfa Romeo P3 originale guidata da Tazio Nuvolari, uno degli attori protagonisti raccontati nell’album.

La potete vedere fino al 20 Settembre al @museoautomobile
#appuntidiunexhibitdesigner

Credits @giorgioperottino


54
2
6 days ago

_È da diversi anni che cerco di raccontarvi tra post e stories, anche per sottolineare l’importanza di questa professione, cosa accade nel dietro le quinte di un allestimento di mostra e perciò ho deciso, attraverso i RayBan Meta, di portarvi d’ora in poi con me in tutti i cantieri.

Questo è il cantiere della mostra “Lucio Dalla&Roberto Roversi. Un Disco. Automobili” curata da @supervistamare @simplification_mario @carloemiliozummo che ha inaugurato Martedì 12 Maggio al @museoautomobile a Torino.

Ho cercato di riassumere in un video di poco più di un minuto i momenti essenziali di ciò che abbiamo fatto, per farvi capire quante persone lavorano ad una mostra e di quante professionalità si ha bisogno (e nel video non si vedono tutte!).

Un grosso grazie va sempre ai fornitori che permettono la realizzazione del progetto.

Se non l’avete già fatto, avete tempo fino al 20 Settembre per vederla!

#appuntidiunexhibitdesigner


69
8
1 weeks ago


_Sono 500 post con l’hashtag #appuntidiunexhibitdesigner

Sono 500 momenti in cui ho cercato di raccontarvi il dietro le quinte del lavoro che amo e che ho la fortuna di fare.

Ma ciò che mi ha dato di più in questi anni è sempre stato lo scambio di opinioni con voi, un commento o un messaggio quando siete andati/e a vedere una mostra e mi avete pensato (per cose belle e brutte), quando mi avete chiesto un parere personale su un tipo di allestimento, un consiglio, ecc..

Non sono mai pienamente soddisfatto di ciò che faccio perché penso si possa sempre fare di meglio, però riuscire a raccontarvi il mio punto di vista su questo mestiere mi ha dato sempre grandi soddisfazioni.

A volte capita che mi chiedano “ma come conosci Tizio?” e la verità è che molti rapporti son partiti da qui, da un messaggio, dalla curiosità e dallo scambio di opinioni, per poi tramutarsi in inaugurazioni, eventi, allestimenti, feste, pranzi, aperitivi e cene insieme.

#appuntidiunexhibitdesigner

Credits @_leo_gilardi


365
31
1 weeks ago

Due imponenti libri aperti con le pagine retroilluminate e grandi volumi disposti di costa ribaltano la normale percezione spaziale, invitando gli adulti a osservare la realtà dalla prospettiva dell’infanzia. ✨

Il concept dello stand Allemandi per il @salonelibro 2026, curato dall’exhibition designer @andreaisola, trae ispirazione dal tema della fiera, “Il mondo salvato dai ragazzini”, attraverso un suggestivo gioco di proporzioni. Uno spazio che non è solo esposizione, ma un dispositivo visivo che trasforma il libro in architettura.

Al centro della scenografia, la libreria Allemandi e @ilgiornaledellarte accolgono i visitatori tra le novità di questa edizione: dal Catalogo Ragionato di Fabio Mauri a Opera Aperta, fino ai volumi dedicati a Giovanni Gastel, Nick Brandt e Francesco Vezzoli.

📍 Salone Internazionale del Libro di Torino
14 – 18 maggio 2026 Oval Lingotto | Stand U81

Ph. @_leo_gilardi

#Allemandi #IlGiornaleDellArte #SalTo26 #Torino #Arte


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9
1 weeks ago

Due imponenti libri aperti con le pagine retroilluminate e grandi volumi disposti di costa ribaltano la normale percezione spaziale, invitando gli adulti a osservare la realtà dalla prospettiva dell’infanzia. ✨

Il concept dello stand Allemandi per il @salonelibro 2026, curato dall’exhibition designer @andreaisola, trae ispirazione dal tema della fiera, “Il mondo salvato dai ragazzini”, attraverso un suggestivo gioco di proporzioni. Uno spazio che non è solo esposizione, ma un dispositivo visivo che trasforma il libro in architettura.

Al centro della scenografia, la libreria Allemandi e @ilgiornaledellarte accolgono i visitatori tra le novità di questa edizione: dal Catalogo Ragionato di Fabio Mauri a Opera Aperta, fino ai volumi dedicati a Giovanni Gastel, Nick Brandt e Francesco Vezzoli.

📍 Salone Internazionale del Libro di Torino
14 – 18 maggio 2026 Oval Lingotto | Stand U81

Ph. @_leo_gilardi

#Allemandi #IlGiornaleDellArte #SalTo26 #Torino #Arte


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1 weeks ago

Due imponenti libri aperti con le pagine retroilluminate e grandi volumi disposti di costa ribaltano la normale percezione spaziale, invitando gli adulti a osservare la realtà dalla prospettiva dell’infanzia. ✨

Il concept dello stand Allemandi per il @salonelibro 2026, curato dall’exhibition designer @andreaisola, trae ispirazione dal tema della fiera, “Il mondo salvato dai ragazzini”, attraverso un suggestivo gioco di proporzioni. Uno spazio che non è solo esposizione, ma un dispositivo visivo che trasforma il libro in architettura.

Al centro della scenografia, la libreria Allemandi e @ilgiornaledellarte accolgono i visitatori tra le novità di questa edizione: dal Catalogo Ragionato di Fabio Mauri a Opera Aperta, fino ai volumi dedicati a Giovanni Gastel, Nick Brandt e Francesco Vezzoli.

📍 Salone Internazionale del Libro di Torino
14 – 18 maggio 2026 Oval Lingotto | Stand U81

Ph. @_leo_gilardi

#Allemandi #IlGiornaleDellArte #SalTo26 #Torino #Arte


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Due imponenti libri aperti con le pagine retroilluminate e grandi volumi disposti di costa ribaltano la normale percezione spaziale, invitando gli adulti a osservare la realtà dalla prospettiva dell’infanzia. ✨

Il concept dello stand Allemandi per il @salonelibro 2026, curato dall’exhibition designer @andreaisola, trae ispirazione dal tema della fiera, “Il mondo salvato dai ragazzini”, attraverso un suggestivo gioco di proporzioni. Uno spazio che non è solo esposizione, ma un dispositivo visivo che trasforma il libro in architettura.

Al centro della scenografia, la libreria Allemandi e @ilgiornaledellarte accolgono i visitatori tra le novità di questa edizione: dal Catalogo Ragionato di Fabio Mauri a Opera Aperta, fino ai volumi dedicati a Giovanni Gastel, Nick Brandt e Francesco Vezzoli.

📍 Salone Internazionale del Libro di Torino
14 – 18 maggio 2026 Oval Lingotto | Stand U81

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Due imponenti libri aperti con le pagine retroilluminate e grandi volumi disposti di costa ribaltano la normale percezione spaziale, invitando gli adulti a osservare la realtà dalla prospettiva dell’infanzia. ✨

Il concept dello stand Allemandi per il @salonelibro 2026, curato dall’exhibition designer @andreaisola, trae ispirazione dal tema della fiera, “Il mondo salvato dai ragazzini”, attraverso un suggestivo gioco di proporzioni. Uno spazio che non è solo esposizione, ma un dispositivo visivo che trasforma il libro in architettura.

Al centro della scenografia, la libreria Allemandi e @ilgiornaledellarte accolgono i visitatori tra le novità di questa edizione: dal Catalogo Ragionato di Fabio Mauri a Opera Aperta, fino ai volumi dedicati a Giovanni Gastel, Nick Brandt e Francesco Vezzoli.

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Ph. @_leo_gilardi

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Due imponenti libri aperti con le pagine retroilluminate e grandi volumi disposti di costa ribaltano la normale percezione spaziale, invitando gli adulti a osservare la realtà dalla prospettiva dell’infanzia. ✨

Il concept dello stand Allemandi per il @salonelibro 2026, curato dall’exhibition designer @andreaisola, trae ispirazione dal tema della fiera, “Il mondo salvato dai ragazzini”, attraverso un suggestivo gioco di proporzioni. Uno spazio che non è solo esposizione, ma un dispositivo visivo che trasforma il libro in architettura.

Al centro della scenografia, la libreria Allemandi e @ilgiornaledellarte accolgono i visitatori tra le novità di questa edizione: dal Catalogo Ragionato di Fabio Mauri a Opera Aperta, fino ai volumi dedicati a Giovanni Gastel, Nick Brandt e Francesco Vezzoli.

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Due imponenti libri aperti con le pagine retroilluminate e grandi volumi disposti di costa ribaltano la normale percezione spaziale, invitando gli adulti a osservare la realtà dalla prospettiva dell’infanzia. ✨

Il concept dello stand Allemandi per il @salonelibro 2026, curato dall’exhibition designer @andreaisola, trae ispirazione dal tema della fiera, “Il mondo salvato dai ragazzini”, attraverso un suggestivo gioco di proporzioni. Uno spazio che non è solo esposizione, ma un dispositivo visivo che trasforma il libro in architettura.

Al centro della scenografia, la libreria Allemandi e @ilgiornaledellarte accolgono i visitatori tra le novità di questa edizione: dal Catalogo Ragionato di Fabio Mauri a Opera Aperta, fino ai volumi dedicati a Giovanni Gastel, Nick Brandt e Francesco Vezzoli.

📍 Salone Internazionale del Libro di Torino
14 – 18 maggio 2026 Oval Lingotto | Stand U81

Ph. @_leo_gilardi

#Allemandi #IlGiornaleDellArte #SalTo26 #Torino #Arte


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Due imponenti libri aperti con le pagine retroilluminate e grandi volumi disposti di costa ribaltano la normale percezione spaziale, invitando gli adulti a osservare la realtà dalla prospettiva dell’infanzia. ✨

Il concept dello stand Allemandi per il @salonelibro 2026, curato dall’exhibition designer @andreaisola, trae ispirazione dal tema della fiera, “Il mondo salvato dai ragazzini”, attraverso un suggestivo gioco di proporzioni. Uno spazio che non è solo esposizione, ma un dispositivo visivo che trasforma il libro in architettura.

Al centro della scenografia, la libreria Allemandi e @ilgiornaledellarte accolgono i visitatori tra le novità di questa edizione: dal Catalogo Ragionato di Fabio Mauri a Opera Aperta, fino ai volumi dedicati a Giovanni Gastel, Nick Brandt e Francesco Vezzoli.

📍 Salone Internazionale del Libro di Torino
14 – 18 maggio 2026 Oval Lingotto | Stand U81

Ph. @_leo_gilardi

#Allemandi #IlGiornaleDellArte #SalTo26 #Torino #Arte


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_La scorsa estate ho ricevuto la telefonata “la prossima edizione di @megaartfair sarà in un ex fabbrica di profumi”.

E dopo 9 mesi quell’idea su carta, passata per un modello 3D al computer, è diventata realtà.

Progettare un evento come Mega in uno spazio che non nasce come spazio espositivo non è semplice, perché significa trovare un equilibrio tra le architetture esistenti (alcune sale hanno mantenuto tanti particolari dell’ex fabbrica) con le opere d’arte in esposizione, un bilanciamento di colori, prospettive tra interno ed esterno e adattare un percorso di visita ben studiato.

È la terza edizione di Mega e ogni anno, pur cambiando sempre lo spazio espositivo, la vedo crescere nella proposta, nei servizi come mostre curate, visite guidate, talks ma anche nelle parti più ricreative, come aperitivi, cene e djset.

Grazie @marta_orsola_sironi @mauro__mattei @mattiapozzoni e tutto lo staff per il supporto e per aver fatto si che tutto andasse come dovesse.

Potete visitare Mega Art Fair fino al 25 Aprile, per tutta la settimana del FuoriSalone, in via Binda 29.

#appuntidiunexhibitdesigner

Credits @francescopaleari


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1 months ago

_La scorsa estate ho ricevuto la telefonata “la prossima edizione di @megaartfair sarà in un ex fabbrica di profumi”.

E dopo 9 mesi quell’idea su carta, passata per un modello 3D al computer, è diventata realtà.

Progettare un evento come Mega in uno spazio che non nasce come spazio espositivo non è semplice, perché significa trovare un equilibrio tra le architetture esistenti (alcune sale hanno mantenuto tanti particolari dell’ex fabbrica) con le opere d’arte in esposizione, un bilanciamento di colori, prospettive tra interno ed esterno e adattare un percorso di visita ben studiato.

È la terza edizione di Mega e ogni anno, pur cambiando sempre lo spazio espositivo, la vedo crescere nella proposta, nei servizi come mostre curate, visite guidate, talks ma anche nelle parti più ricreative, come aperitivi, cene e djset.

Grazie @marta_orsola_sironi @mauro__mattei @mattiapozzoni e tutto lo staff per il supporto e per aver fatto si che tutto andasse come dovesse.

Potete visitare Mega Art Fair fino al 25 Aprile, per tutta la settimana del FuoriSalone, in via Binda 29.

#appuntidiunexhibitdesigner

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_La scorsa estate ho ricevuto la telefonata “la prossima edizione di @megaartfair sarà in un ex fabbrica di profumi”.

E dopo 9 mesi quell’idea su carta, passata per un modello 3D al computer, è diventata realtà.

Progettare un evento come Mega in uno spazio che non nasce come spazio espositivo non è semplice, perché significa trovare un equilibrio tra le architetture esistenti (alcune sale hanno mantenuto tanti particolari dell’ex fabbrica) con le opere d’arte in esposizione, un bilanciamento di colori, prospettive tra interno ed esterno e adattare un percorso di visita ben studiato.

È la terza edizione di Mega e ogni anno, pur cambiando sempre lo spazio espositivo, la vedo crescere nella proposta, nei servizi come mostre curate, visite guidate, talks ma anche nelle parti più ricreative, come aperitivi, cene e djset.

Grazie @marta_orsola_sironi @mauro__mattei @mattiapozzoni e tutto lo staff per il supporto e per aver fatto si che tutto andasse come dovesse.

Potete visitare Mega Art Fair fino al 25 Aprile, per tutta la settimana del FuoriSalone, in via Binda 29.

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_La scorsa estate ho ricevuto la telefonata “la prossima edizione di @megaartfair sarà in un ex fabbrica di profumi”.

E dopo 9 mesi quell’idea su carta, passata per un modello 3D al computer, è diventata realtà.

Progettare un evento come Mega in uno spazio che non nasce come spazio espositivo non è semplice, perché significa trovare un equilibrio tra le architetture esistenti (alcune sale hanno mantenuto tanti particolari dell’ex fabbrica) con le opere d’arte in esposizione, un bilanciamento di colori, prospettive tra interno ed esterno e adattare un percorso di visita ben studiato.

È la terza edizione di Mega e ogni anno, pur cambiando sempre lo spazio espositivo, la vedo crescere nella proposta, nei servizi come mostre curate, visite guidate, talks ma anche nelle parti più ricreative, come aperitivi, cene e djset.

Grazie @marta_orsola_sironi @mauro__mattei @mattiapozzoni e tutto lo staff per il supporto e per aver fatto si che tutto andasse come dovesse.

Potete visitare Mega Art Fair fino al 25 Aprile, per tutta la settimana del FuoriSalone, in via Binda 29.

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_La scorsa estate ho ricevuto la telefonata “la prossima edizione di @megaartfair sarà in un ex fabbrica di profumi”.

E dopo 9 mesi quell’idea su carta, passata per un modello 3D al computer, è diventata realtà.

Progettare un evento come Mega in uno spazio che non nasce come spazio espositivo non è semplice, perché significa trovare un equilibrio tra le architetture esistenti (alcune sale hanno mantenuto tanti particolari dell’ex fabbrica) con le opere d’arte in esposizione, un bilanciamento di colori, prospettive tra interno ed esterno e adattare un percorso di visita ben studiato.

È la terza edizione di Mega e ogni anno, pur cambiando sempre lo spazio espositivo, la vedo crescere nella proposta, nei servizi come mostre curate, visite guidate, talks ma anche nelle parti più ricreative, come aperitivi, cene e djset.

Grazie @marta_orsola_sironi @mauro__mattei @mattiapozzoni e tutto lo staff per il supporto e per aver fatto si che tutto andasse come dovesse.

Potete visitare Mega Art Fair fino al 25 Aprile, per tutta la settimana del FuoriSalone, in via Binda 29.

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E dopo 9 mesi quell’idea su carta, passata per un modello 3D al computer, è diventata realtà.

Progettare un evento come Mega in uno spazio che non nasce come spazio espositivo non è semplice, perché significa trovare un equilibrio tra le architetture esistenti (alcune sale hanno mantenuto tanti particolari dell’ex fabbrica) con le opere d’arte in esposizione, un bilanciamento di colori, prospettive tra interno ed esterno e adattare un percorso di visita ben studiato.

È la terza edizione di Mega e ogni anno, pur cambiando sempre lo spazio espositivo, la vedo crescere nella proposta, nei servizi come mostre curate, visite guidate, talks ma anche nelle parti più ricreative, come aperitivi, cene e djset.

Grazie @marta_orsola_sironi @mauro__mattei @mattiapozzoni e tutto lo staff per il supporto e per aver fatto si che tutto andasse come dovesse.

Potete visitare Mega Art Fair fino al 25 Aprile, per tutta la settimana del FuoriSalone, in via Binda 29.

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E dopo 9 mesi quell’idea su carta, passata per un modello 3D al computer, è diventata realtà.

Progettare un evento come Mega in uno spazio che non nasce come spazio espositivo non è semplice, perché significa trovare un equilibrio tra le architetture esistenti (alcune sale hanno mantenuto tanti particolari dell’ex fabbrica) con le opere d’arte in esposizione, un bilanciamento di colori, prospettive tra interno ed esterno e adattare un percorso di visita ben studiato.

È la terza edizione di Mega e ogni anno, pur cambiando sempre lo spazio espositivo, la vedo crescere nella proposta, nei servizi come mostre curate, visite guidate, talks ma anche nelle parti più ricreative, come aperitivi, cene e djset.

Grazie @marta_orsola_sironi @mauro__mattei @mattiapozzoni e tutto lo staff per il supporto e per aver fatto si che tutto andasse come dovesse.

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E dopo 9 mesi quell’idea su carta, passata per un modello 3D al computer, è diventata realtà.

Progettare un evento come Mega in uno spazio che non nasce come spazio espositivo non è semplice, perché significa trovare un equilibrio tra le architetture esistenti (alcune sale hanno mantenuto tanti particolari dell’ex fabbrica) con le opere d’arte in esposizione, un bilanciamento di colori, prospettive tra interno ed esterno e adattare un percorso di visita ben studiato.

È la terza edizione di Mega e ogni anno, pur cambiando sempre lo spazio espositivo, la vedo crescere nella proposta, nei servizi come mostre curate, visite guidate, talks ma anche nelle parti più ricreative, come aperitivi, cene e djset.

Grazie @marta_orsola_sironi @mauro__mattei @mattiapozzoni e tutto lo staff per il supporto e per aver fatto si che tutto andasse come dovesse.

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E dopo 9 mesi quell’idea su carta, passata per un modello 3D al computer, è diventata realtà.

Progettare un evento come Mega in uno spazio che non nasce come spazio espositivo non è semplice, perché significa trovare un equilibrio tra le architetture esistenti (alcune sale hanno mantenuto tanti particolari dell’ex fabbrica) con le opere d’arte in esposizione, un bilanciamento di colori, prospettive tra interno ed esterno e adattare un percorso di visita ben studiato.

È la terza edizione di Mega e ogni anno, pur cambiando sempre lo spazio espositivo, la vedo crescere nella proposta, nei servizi come mostre curate, visite guidate, talks ma anche nelle parti più ricreative, come aperitivi, cene e djset.

Grazie @marta_orsola_sironi @mauro__mattei @mattiapozzoni e tutto lo staff per il supporto e per aver fatto si che tutto andasse come dovesse.

Potete visitare Mega Art Fair fino al 25 Aprile, per tutta la settimana del FuoriSalone, in via Binda 29.

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_La scorsa estate ho ricevuto la telefonata “la prossima edizione di @megaartfair sarà in un ex fabbrica di profumi”.

E dopo 9 mesi quell’idea su carta, passata per un modello 3D al computer, è diventata realtà.

Progettare un evento come Mega in uno spazio che non nasce come spazio espositivo non è semplice, perché significa trovare un equilibrio tra le architetture esistenti (alcune sale hanno mantenuto tanti particolari dell’ex fabbrica) con le opere d’arte in esposizione, un bilanciamento di colori, prospettive tra interno ed esterno e adattare un percorso di visita ben studiato.

È la terza edizione di Mega e ogni anno, pur cambiando sempre lo spazio espositivo, la vedo crescere nella proposta, nei servizi come mostre curate, visite guidate, talks ma anche nelle parti più ricreative, come aperitivi, cene e djset.

Grazie @marta_orsola_sironi @mauro__mattei @mattiapozzoni e tutto lo staff per il supporto e per aver fatto si che tutto andasse come dovesse.

Potete visitare Mega Art Fair fino al 25 Aprile, per tutta la settimana del FuoriSalone, in via Binda 29.

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E dopo 9 mesi quell’idea su carta, passata per un modello 3D al computer, è diventata realtà.

Progettare un evento come Mega in uno spazio che non nasce come spazio espositivo non è semplice, perché significa trovare un equilibrio tra le architetture esistenti (alcune sale hanno mantenuto tanti particolari dell’ex fabbrica) con le opere d’arte in esposizione, un bilanciamento di colori, prospettive tra interno ed esterno e adattare un percorso di visita ben studiato.

È la terza edizione di Mega e ogni anno, pur cambiando sempre lo spazio espositivo, la vedo crescere nella proposta, nei servizi come mostre curate, visite guidate, talks ma anche nelle parti più ricreative, come aperitivi, cene e djset.

Grazie @marta_orsola_sironi @mauro__mattei @mattiapozzoni e tutto lo staff per il supporto e per aver fatto si che tutto andasse come dovesse.

Potete visitare Mega Art Fair fino al 25 Aprile, per tutta la settimana del FuoriSalone, in via Binda 29.

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_La scorsa estate ho ricevuto la telefonata “la prossima edizione di @megaartfair sarà in un ex fabbrica di profumi”.

E dopo 9 mesi quell’idea su carta, passata per un modello 3D al computer, è diventata realtà.

Progettare un evento come Mega in uno spazio che non nasce come spazio espositivo non è semplice, perché significa trovare un equilibrio tra le architetture esistenti (alcune sale hanno mantenuto tanti particolari dell’ex fabbrica) con le opere d’arte in esposizione, un bilanciamento di colori, prospettive tra interno ed esterno e adattare un percorso di visita ben studiato.

È la terza edizione di Mega e ogni anno, pur cambiando sempre lo spazio espositivo, la vedo crescere nella proposta, nei servizi come mostre curate, visite guidate, talks ma anche nelle parti più ricreative, come aperitivi, cene e djset.

Grazie @marta_orsola_sironi @mauro__mattei @mattiapozzoni e tutto lo staff per il supporto e per aver fatto si che tutto andasse come dovesse.

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E dopo 9 mesi quell’idea su carta, passata per un modello 3D al computer, è diventata realtà.

Progettare un evento come Mega in uno spazio che non nasce come spazio espositivo non è semplice, perché significa trovare un equilibrio tra le architetture esistenti (alcune sale hanno mantenuto tanti particolari dell’ex fabbrica) con le opere d’arte in esposizione, un bilanciamento di colori, prospettive tra interno ed esterno e adattare un percorso di visita ben studiato.

È la terza edizione di Mega e ogni anno, pur cambiando sempre lo spazio espositivo, la vedo crescere nella proposta, nei servizi come mostre curate, visite guidate, talks ma anche nelle parti più ricreative, come aperitivi, cene e djset.

Grazie @marta_orsola_sironi @mauro__mattei @mattiapozzoni e tutto lo staff per il supporto e per aver fatto si che tutto andasse come dovesse.

Potete visitare Mega Art Fair fino al 25 Aprile, per tutta la settimana del FuoriSalone, in via Binda 29.

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Per miart 2026, Allemandi e @ilgiornaledellarte presentano uno stand ideato dall’exhibit designer @_andreaisola

Uno spazio che prende forma come uno studio fotografico: fondale bianco, luci da shooting, un set essenziale in cui il nuovo magazine Vernissage entra in scena come protagonista, osservato e messo a fuoco.
Intorno, le pubblicazioni Allemandi e le testate storiche costruiscono la cornice, radicando questa nuova visione in una tradizione editoriale solida e in evoluzione.
Un allestimento che non espone soltanto libri, ma li mette in scena.

Vieni a trovarci!

📍 Allianz MiCo, South Wing – Stand B04
📅 17 – 19 aprile 2026

#miart #allemandi #ilgiornaledellarte #vernissage #milano


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Per miart 2026, Allemandi e @ilgiornaledellarte presentano uno stand ideato dall’exhibit designer @_andreaisola

Uno spazio che prende forma come uno studio fotografico: fondale bianco, luci da shooting, un set essenziale in cui il nuovo magazine Vernissage entra in scena come protagonista, osservato e messo a fuoco.
Intorno, le pubblicazioni Allemandi e le testate storiche costruiscono la cornice, radicando questa nuova visione in una tradizione editoriale solida e in evoluzione.
Un allestimento che non espone soltanto libri, ma li mette in scena.

Vieni a trovarci!

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Intorno, le pubblicazioni Allemandi e le testate storiche costruiscono la cornice, radicando questa nuova visione in una tradizione editoriale solida e in evoluzione.
Un allestimento che non espone soltanto libri, ma li mette in scena.

Vieni a trovarci!

📍 Allianz MiCo, South Wing – Stand B04
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#miart #allemandi #ilgiornaledellarte #vernissage #milano


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Intorno, le pubblicazioni Allemandi e le testate storiche costruiscono la cornice, radicando questa nuova visione in una tradizione editoriale solida e in evoluzione.
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Vieni a trovarci!

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Per miart 2026, Allemandi e @ilgiornaledellarte presentano uno stand ideato dall’exhibit designer @_andreaisola

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Intorno, le pubblicazioni Allemandi e le testate storiche costruiscono la cornice, radicando questa nuova visione in una tradizione editoriale solida e in evoluzione.
Un allestimento che non espone soltanto libri, ma li mette in scena.

Vieni a trovarci!

📍 Allianz MiCo, South Wing – Stand B04
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#miart #allemandi #ilgiornaledellarte #vernissage #milano


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Per miart 2026, Allemandi e @ilgiornaledellarte presentano uno stand ideato dall’exhibit designer @_andreaisola

Uno spazio che prende forma come uno studio fotografico: fondale bianco, luci da shooting, un set essenziale in cui il nuovo magazine Vernissage entra in scena come protagonista, osservato e messo a fuoco.
Intorno, le pubblicazioni Allemandi e le testate storiche costruiscono la cornice, radicando questa nuova visione in una tradizione editoriale solida e in evoluzione.
Un allestimento che non espone soltanto libri, ma li mette in scena.

Vieni a trovarci!

📍 Allianz MiCo, South Wing – Stand B04
📅 17 – 19 aprile 2026

#miart #allemandi #ilgiornaledellarte #vernissage #milano


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1 months ago

_Un vero piacere essere intervistato e pubblicato all’interno del Report 2026 “Il mercato dell’arte e dei beni da collezione.” di @deloitte_italia

Tre domande a cui tengo particolarmente.

Grazie @roberta.ghilardi

#appuntidiunexhibitdesigner


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1 months ago

_Un vero piacere essere intervistato e pubblicato all’interno del Report 2026 “Il mercato dell’arte e dei beni da collezione.” di @deloitte_italia

Tre domande a cui tengo particolarmente.

Grazie @roberta.ghilardi

#appuntidiunexhibitdesigner


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1 months ago

_È da 4 anni che collaboro con @lagalleriabper e ogni volta progettare l’allestimento della galleria di Modena risulta sempre una sfida, un continuo bilanciamento tra collezione permanente e temporanea, tra le grandezze delle opere e i percorsi di passaggio, per riuscire a raccontare ogni volta una storia diversa dalla precedente.

Il 3 Aprile ha inaugurato “La virtù e la grazia” una mostra curata da Lucia Peruzzi che mette in luce un percorso tra sante, eroine, seduttrici e allegorie nella pittura del Seicento.

La mostra è visitabile fino al 28 Giugno, gratuitamente, ogni weekend.
#appuntidiunexhibitdesigner

Credits: La Galleria BPER


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1 months ago

_È da 4 anni che collaboro con @lagalleriabper e ogni volta progettare l’allestimento della galleria di Modena risulta sempre una sfida, un continuo bilanciamento tra collezione permanente e temporanea, tra le grandezze delle opere e i percorsi di passaggio, per riuscire a raccontare ogni volta una storia diversa dalla precedente.

Il 3 Aprile ha inaugurato “La virtù e la grazia” una mostra curata da Lucia Peruzzi che mette in luce un percorso tra sante, eroine, seduttrici e allegorie nella pittura del Seicento.

La mostra è visitabile fino al 28 Giugno, gratuitamente, ogni weekend.
#appuntidiunexhibitdesigner

Credits: La Galleria BPER


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_È da 4 anni che collaboro con @lagalleriabper e ogni volta progettare l’allestimento della galleria di Modena risulta sempre una sfida, un continuo bilanciamento tra collezione permanente e temporanea, tra le grandezze delle opere e i percorsi di passaggio, per riuscire a raccontare ogni volta una storia diversa dalla precedente.

Il 3 Aprile ha inaugurato “La virtù e la grazia” una mostra curata da Lucia Peruzzi che mette in luce un percorso tra sante, eroine, seduttrici e allegorie nella pittura del Seicento.

La mostra è visitabile fino al 28 Giugno, gratuitamente, ogni weekend.
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Credits: La Galleria BPER


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_È da 4 anni che collaboro con @lagalleriabper e ogni volta progettare l’allestimento della galleria di Modena risulta sempre una sfida, un continuo bilanciamento tra collezione permanente e temporanea, tra le grandezze delle opere e i percorsi di passaggio, per riuscire a raccontare ogni volta una storia diversa dalla precedente.

Il 3 Aprile ha inaugurato “La virtù e la grazia” una mostra curata da Lucia Peruzzi che mette in luce un percorso tra sante, eroine, seduttrici e allegorie nella pittura del Seicento.

La mostra è visitabile fino al 28 Giugno, gratuitamente, ogni weekend.
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Credits: La Galleria BPER


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_È da 4 anni che collaboro con @lagalleriabper e ogni volta progettare l’allestimento della galleria di Modena risulta sempre una sfida, un continuo bilanciamento tra collezione permanente e temporanea, tra le grandezze delle opere e i percorsi di passaggio, per riuscire a raccontare ogni volta una storia diversa dalla precedente.

Il 3 Aprile ha inaugurato “La virtù e la grazia” una mostra curata da Lucia Peruzzi che mette in luce un percorso tra sante, eroine, seduttrici e allegorie nella pittura del Seicento.

La mostra è visitabile fino al 28 Giugno, gratuitamente, ogni weekend.
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Credits: La Galleria BPER


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_È da 4 anni che collaboro con @lagalleriabper e ogni volta progettare l’allestimento della galleria di Modena risulta sempre una sfida, un continuo bilanciamento tra collezione permanente e temporanea, tra le grandezze delle opere e i percorsi di passaggio, per riuscire a raccontare ogni volta una storia diversa dalla precedente.

Il 3 Aprile ha inaugurato “La virtù e la grazia” una mostra curata da Lucia Peruzzi che mette in luce un percorso tra sante, eroine, seduttrici e allegorie nella pittura del Seicento.

La mostra è visitabile fino al 28 Giugno, gratuitamente, ogni weekend.
#appuntidiunexhibitdesigner

Credits: La Galleria BPER


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1 months ago

_È da 4 anni che collaboro con @lagalleriabper e ogni volta progettare l’allestimento della galleria di Modena risulta sempre una sfida, un continuo bilanciamento tra collezione permanente e temporanea, tra le grandezze delle opere e i percorsi di passaggio, per riuscire a raccontare ogni volta una storia diversa dalla precedente.

Il 3 Aprile ha inaugurato “La virtù e la grazia” una mostra curata da Lucia Peruzzi che mette in luce un percorso tra sante, eroine, seduttrici e allegorie nella pittura del Seicento.

La mostra è visitabile fino al 28 Giugno, gratuitamente, ogni weekend.
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1 months ago

_È da 4 anni che collaboro con @lagalleriabper e ogni volta progettare l’allestimento della galleria di Modena risulta sempre una sfida, un continuo bilanciamento tra collezione permanente e temporanea, tra le grandezze delle opere e i percorsi di passaggio, per riuscire a raccontare ogni volta una storia diversa dalla precedente.

Il 3 Aprile ha inaugurato “La virtù e la grazia” una mostra curata da Lucia Peruzzi che mette in luce un percorso tra sante, eroine, seduttrici e allegorie nella pittura del Seicento.

La mostra è visitabile fino al 28 Giugno, gratuitamente, ogni weekend.
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Credits: La Galleria BPER


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1 months ago

_Il 3 Aprile apre al pubblico la mostra “La virtù e la grazia. Figure di donne nella pittura barocca” a @lagalleriabper a Modena.

In questo reel ho riassunto due giorni di allestimento, che vi fanno capire anche quanti professionisti ruotano attorno ad una singola mostra.

La mostra è visitabile gratuitamente, tutti i weekend, fino a fine Giugno.

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2 months ago


View Instagram Stories in Secret

The Instagram Story Viewer is an easy tool that lets you secretly watch and save Instagram stories, videos, photos, or IGTV. With this service, you can download content and enjoy it offline whenever you like. If you find something interesting on Instagram that you’d like to check out later or want to view stories while staying anonymous, our Viewer is perfect for you. Anonstories offers an excellent solution for keeping your identity hidden. Instagram first launched the Stories feature in August 2023, which was quickly adopted by other platforms due to its engaging, time-sensitive format. Stories let users share quick updates, whether photos, videos, or selfies, enhanced with text, emojis, or filters, and are visible for only 24 hours. This limited time frame creates high engagement compared to regular posts. In today’s world, Stories are one of the most popular ways to connect and communicate on social media. However, when you view a Story, the creator can see your name in their viewer list, which may be a privacy concern. What if you wish to browse Stories without being noticed? Here’s where Anonstories becomes useful. It allows you to watch public Instagram content without revealing your identity. Simply enter the username of the profile you’re curious about, and the tool will display their latest Stories. Features of Anonstories Viewer: - Anonymous Browsing: Watch Stories without showing up on the viewer list. - No Account Needed: View public content without signing up for an Instagram account. - Content Download: Save any Stories content directly to your device for offline use. - View Highlights: Access Instagram Highlights, even beyond the 24-hour window. - Repost Monitoring: Track the reposts or engagement levels on Stories for personal profiles. Limitations: - This tool works only with public accounts; private accounts remain inaccessible. Benefits: - Privacy-Friendly: Watch any Instagram content without being noticed. - Simple and Easy: No app installation or registration required. - Exclusive Tools: Download and manage content in ways Instagram doesn’t offer.

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