Annamaria Ajmone
Canti Fossili, Padiglione Italia, Con te e Con Tutto, Biennale Arte Venezia, Maggio 2026.
Veza Fernandez, Ha Kyoon Larcher, Emma Saba, Toni Steffenson, Stella Succi, Fabio Quaranta, Giulia Polenta cospirare con voi è stata una gioia immensa, e ora desidero solo farlo ancora. Thx Allison Grimaldi Donahue, Federica Jannuzzi, Valentina Bertolino, Cecilia Canziani, Giulia Gaibisso, Elisa del Prete, Livia Baldini, Fiammetta Griccioli, Lucia Aspesi, Valeria Romagnini Solfato, Francesca d’Apolito, Monica Maggio, Beatrice Biondi,Lindu Gozzu, Annamaria Pierietti, Matteo Bart, Piak Spijker, Fabiolita Quaranta e Liliana Quaranta Ajmone. Grazie Chiara Camoni per avermi accolta con te.
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17/18 Luglio
24/25 Ottobre
Canti Fossili(performance +libretto) con e per la mostra Con te e Con Tutto di Chiara Camoni curata da Cecilia Canziani per il Padiglione Italia della Biennale Arte di Venezia 2026. Il progetto si inserisce nella sezione Dialoghi, concepita e progettata da Fiammetta Griccioli e Lucia Aspesi, con l’intento di attivare letture plurime dell’opera in mostra attraverso la commissioni di interventi inediti e di opere integrate nel corpo stesso dell’installazione.

Canti Fossili, Padiglione Italia, Con te e Con Tutto, Biennale Arte Venezia, Maggio 2026.
Veza Fernandez, Ha Kyoon Larcher, Emma Saba, Toni Steffenson, Stella Succi, Fabio Quaranta, Giulia Polenta cospirare con voi è stata una gioia immensa, e ora desidero solo farlo ancora. Thx Allison Grimaldi Donahue, Federica Jannuzzi, Valentina Bertolino, Cecilia Canziani, Giulia Gaibisso, Elisa del Prete, Livia Baldini, Fiammetta Griccioli, Lucia Aspesi, Valeria Romagnini Solfato, Francesca d’Apolito, Monica Maggio, Beatrice Biondi,Lindu Gozzu, Annamaria Pierietti, Matteo Bart, Piak Spijker, Fabiolita Quaranta e Liliana Quaranta Ajmone. Grazie Chiara Camoni per avermi accolta con te.
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Canti Fossili, Padiglione Italia, Con te e Con Tutto, Biennale Arte Venezia, Maggio 2026.
Veza Fernandez, Ha Kyoon Larcher, Emma Saba, Toni Steffenson, Stella Succi, Fabio Quaranta, Giulia Polenta cospirare con voi è stata una gioia immensa, e ora desidero solo farlo ancora. Thx Allison Grimaldi Donahue, Federica Jannuzzi, Valentina Bertolino, Cecilia Canziani, Giulia Gaibisso, Elisa del Prete, Livia Baldini, Fiammetta Griccioli, Lucia Aspesi, Valeria Romagnini Solfato, Francesca d’Apolito, Monica Maggio, Beatrice Biondi,Lindu Gozzu, Annamaria Pierietti, Matteo Bart, Piak Spijker, Fabiolita Quaranta e Liliana Quaranta Ajmone. Grazie Chiara Camoni per avermi accolta con te.
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Canti Fossili, Padiglione Italia, Con te e Con Tutto, Biennale Arte Venezia, Maggio 2026.
Veza Fernandez, Ha Kyoon Larcher, Emma Saba, Toni Steffenson, Stella Succi, Fabio Quaranta, Giulia Polenta cospirare con voi è stata una gioia immensa, e ora desidero solo farlo ancora. Thx Allison Grimaldi Donahue, Federica Jannuzzi, Valentina Bertolino, Cecilia Canziani, Giulia Gaibisso, Elisa del Prete, Livia Baldini, Fiammetta Griccioli, Lucia Aspesi, Valeria Romagnini Solfato, Francesca d’Apolito, Monica Maggio, Beatrice Biondi,Lindu Gozzu, Annamaria Pierietti, Matteo Bart, Piak Spijker, Fabiolita Quaranta e Liliana Quaranta Ajmone. Grazie Chiara Camoni per avermi accolta con te.
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Canti Fossili, Padiglione Italia, Con te e Con Tutto, Biennale Arte Venezia, Maggio 2026.
Veza Fernandez, Ha Kyoon Larcher, Emma Saba, Toni Steffenson, Stella Succi, Fabio Quaranta, Giulia Polenta cospirare con voi è stata una gioia immensa, e ora desidero solo farlo ancora. Thx Allison Grimaldi Donahue, Federica Jannuzzi, Valentina Bertolino, Cecilia Canziani, Giulia Gaibisso, Elisa del Prete, Livia Baldini, Fiammetta Griccioli, Lucia Aspesi, Valeria Romagnini Solfato, Francesca d’Apolito, Monica Maggio, Beatrice Biondi,Lindu Gozzu, Annamaria Pierietti, Matteo Bart, Piak Spijker, Fabiolita Quaranta e Liliana Quaranta Ajmone. Grazie Chiara Camoni per avermi accolta con te.
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Canti Fossili, Padiglione Italia, Con te e Con Tutto, Biennale Arte Venezia, Maggio 2026.
Veza Fernandez, Ha Kyoon Larcher, Emma Saba, Toni Steffenson, Stella Succi, Fabio Quaranta, Giulia Polenta cospirare con voi è stata una gioia immensa, e ora desidero solo farlo ancora. Thx Allison Grimaldi Donahue, Federica Jannuzzi, Valentina Bertolino, Cecilia Canziani, Giulia Gaibisso, Elisa del Prete, Livia Baldini, Fiammetta Griccioli, Lucia Aspesi, Valeria Romagnini Solfato, Francesca d’Apolito, Monica Maggio, Beatrice Biondi,Lindu Gozzu, Annamaria Pierietti, Matteo Bart, Piak Spijker, Fabiolita Quaranta e Liliana Quaranta Ajmone. Grazie Chiara Camoni per avermi accolta con te.
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Canti Fossili, Padiglione Italia, Con te e Con Tutto, Biennale Arte Venezia, Maggio 2026.
Veza Fernandez, Ha Kyoon Larcher, Emma Saba, Toni Steffenson, Stella Succi, Fabio Quaranta, Giulia Polenta cospirare con voi è stata una gioia immensa, e ora desidero solo farlo ancora. Thx Allison Grimaldi Donahue, Federica Jannuzzi, Valentina Bertolino, Cecilia Canziani, Giulia Gaibisso, Elisa del Prete, Livia Baldini, Fiammetta Griccioli, Lucia Aspesi, Valeria Romagnini Solfato, Francesca d’Apolito, Monica Maggio, Beatrice Biondi,Lindu Gozzu, Annamaria Pierietti, Matteo Bart, Piak Spijker, Fabiolita Quaranta e Liliana Quaranta Ajmone. Grazie Chiara Camoni per avermi accolta con te.
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Canti Fossili, Padiglione Italia, Con te e Con Tutto, Biennale Arte Venezia, Maggio 2026.
Veza Fernandez, Ha Kyoon Larcher, Emma Saba, Toni Steffenson, Stella Succi, Fabio Quaranta, Giulia Polenta cospirare con voi è stata una gioia immensa, e ora desidero solo farlo ancora. Thx Allison Grimaldi Donahue, Federica Jannuzzi, Valentina Bertolino, Cecilia Canziani, Giulia Gaibisso, Elisa del Prete, Livia Baldini, Fiammetta Griccioli, Lucia Aspesi, Valeria Romagnini Solfato, Francesca d’Apolito, Monica Maggio, Beatrice Biondi,Lindu Gozzu, Annamaria Pierietti, Matteo Bart, Piak Spijker, Fabiolita Quaranta e Liliana Quaranta Ajmone. Grazie Chiara Camoni per avermi accolta con te.
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Canti Fossili, Padiglione Italia, Con te e Con Tutto, Biennale Arte Venezia, Maggio 2026.
Veza Fernandez, Ha Kyoon Larcher, Emma Saba, Toni Steffenson, Stella Succi, Fabio Quaranta, Giulia Polenta cospirare con voi è stata una gioia immensa, e ora desidero solo farlo ancora. Thx Allison Grimaldi Donahue, Federica Jannuzzi, Valentina Bertolino, Cecilia Canziani, Giulia Gaibisso, Elisa del Prete, Livia Baldini, Fiammetta Griccioli, Lucia Aspesi, Valeria Romagnini Solfato, Francesca d’Apolito, Monica Maggio, Beatrice Biondi,Lindu Gozzu, Annamaria Pierietti, Matteo Bart, Piak Spijker, Fabiolita Quaranta e Liliana Quaranta Ajmone. Grazie Chiara Camoni per avermi accolta con te.
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Canti Fossili(performance +libretto) con e per la mostra Con te e Con Tutto di Chiara Camoni curata da Cecilia Canziani per il Padiglione Italia della Biennale Arte di Venezia 2026. Il progetto si inserisce nella sezione Dialoghi, concepita e progettata da Fiammetta Griccioli e Lucia Aspesi, con l’intento di attivare letture plurime dell’opera in mostra attraverso la commissioni di interventi inediti e di opere integrate nel corpo stesso dell’installazione.

Per osservare le stelle. 🫀
Con @vezamaria
Sala degli scheletri. Museo della specola, Firenze. Settembre 2025
All’interno della rassegna “Nello specchio della natura” a cura di Teresa Megale.
Costumi @fabioquaranta_ , @uraniaedizioni
🙏📸 @marcomazoo_o
Al Museo della Specola di Firenze riposa la Venere dei Medici di Clemente Susini, una figura di cera straordinariamente realistica, con l’aria di una bella addormentata o di una santa estatica. Questa Venere si apre, si scompone, rivelando i suoi organi interni.
Povera Venere, povera verità, povero umanesimo dei medici… Forse.*
In omaggio a questa Venere sacrificata allo sguardo più morboso, dove per addentrarsi nella popolazione viscerale dell’essere umano si sente il bisogno di rivestirla di un esterno seducente, così da placare l’inquietudine dell’interno, Annamaria Ajmone e Veza Fernandez immaginano per gli spazi del Museo della Specola una performance in forma di lezione di anatomia.
Nella sala degli scheletri, le due artiste intrecciano le proprie pratiche in un’esplorazione sensibile e poetica del corpo. A partire da organi come cuore, stomaco, ovaie, polmoni, lingua e pelle, danno vita a danze in bilico tra visibile e invisibile, in cui il corpo è soggetto attivo e non oggetto di osservazione. Il percorso si chiude con un canto composto da un’orchestra di organi, un canto corale composto dagli organi esplorati,che risuonano attraverso la voce.
*(Aprire Venere, G. Didi-Huberman)
Per osservare le stelle. 🫀
Con @vezamaria
Sala degli scheletri. Museo della specola, Firenze. Settembre 2025
All’interno della rassegna “Nello specchio della natura” a cura di Teresa Megale.
Costumi @fabioquaranta_ , @uraniaedizioni
🙏📸 @marcomazoo_o
Al Museo della Specola di Firenze riposa la Venere dei Medici di Clemente Susini, una figura di cera straordinariamente realistica, con l’aria di una bella addormentata o di una santa estatica. Questa Venere si apre, si scompone, rivelando i suoi organi interni.
Povera Venere, povera verità, povero umanesimo dei medici… Forse.*
In omaggio a questa Venere sacrificata allo sguardo più morboso, dove per addentrarsi nella popolazione viscerale dell’essere umano si sente il bisogno di rivestirla di un esterno seducente, così da placare l’inquietudine dell’interno, Annamaria Ajmone e Veza Fernandez immaginano per gli spazi del Museo della Specola una performance in forma di lezione di anatomia.
Nella sala degli scheletri, le due artiste intrecciano le proprie pratiche in un’esplorazione sensibile e poetica del corpo. A partire da organi come cuore, stomaco, ovaie, polmoni, lingua e pelle, danno vita a danze in bilico tra visibile e invisibile, in cui il corpo è soggetto attivo e non oggetto di osservazione. Il percorso si chiude con un canto composto da un’orchestra di organi, un canto corale composto dagli organi esplorati,che risuonano attraverso la voce.
*(Aprire Venere, G. Didi-Huberman)

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Con @vezamaria
Sala degli scheletri. Museo della specola, Firenze. Settembre 2025
All’interno della rassegna “Nello specchio della natura” a cura di Teresa Megale.
Costumi @fabioquaranta_ , @uraniaedizioni
🙏📸 @marcomazoo_o
Al Museo della Specola di Firenze riposa la Venere dei Medici di Clemente Susini, una figura di cera straordinariamente realistica, con l’aria di una bella addormentata o di una santa estatica. Questa Venere si apre, si scompone, rivelando i suoi organi interni.
Povera Venere, povera verità, povero umanesimo dei medici… Forse.*
In omaggio a questa Venere sacrificata allo sguardo più morboso, dove per addentrarsi nella popolazione viscerale dell’essere umano si sente il bisogno di rivestirla di un esterno seducente, così da placare l’inquietudine dell’interno, Annamaria Ajmone e Veza Fernandez immaginano per gli spazi del Museo della Specola una performance in forma di lezione di anatomia.
Nella sala degli scheletri, le due artiste intrecciano le proprie pratiche in un’esplorazione sensibile e poetica del corpo. A partire da organi come cuore, stomaco, ovaie, polmoni, lingua e pelle, danno vita a danze in bilico tra visibile e invisibile, in cui il corpo è soggetto attivo e non oggetto di osservazione. Il percorso si chiude con un canto composto da un’orchestra di organi, un canto corale composto dagli organi esplorati,che risuonano attraverso la voce.
*(Aprire Venere, G. Didi-Huberman)

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Con @vezamaria
Sala degli scheletri. Museo della specola, Firenze. Settembre 2025
All’interno della rassegna “Nello specchio della natura” a cura di Teresa Megale.
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🙏📸 @marcomazoo_o
Al Museo della Specola di Firenze riposa la Venere dei Medici di Clemente Susini, una figura di cera straordinariamente realistica, con l’aria di una bella addormentata o di una santa estatica. Questa Venere si apre, si scompone, rivelando i suoi organi interni.
Povera Venere, povera verità, povero umanesimo dei medici… Forse.*
In omaggio a questa Venere sacrificata allo sguardo più morboso, dove per addentrarsi nella popolazione viscerale dell’essere umano si sente il bisogno di rivestirla di un esterno seducente, così da placare l’inquietudine dell’interno, Annamaria Ajmone e Veza Fernandez immaginano per gli spazi del Museo della Specola una performance in forma di lezione di anatomia.
Nella sala degli scheletri, le due artiste intrecciano le proprie pratiche in un’esplorazione sensibile e poetica del corpo. A partire da organi come cuore, stomaco, ovaie, polmoni, lingua e pelle, danno vita a danze in bilico tra visibile e invisibile, in cui il corpo è soggetto attivo e non oggetto di osservazione. Il percorso si chiude con un canto composto da un’orchestra di organi, un canto corale composto dagli organi esplorati,che risuonano attraverso la voce.
*(Aprire Venere, G. Didi-Huberman)

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All’interno della rassegna “Nello specchio della natura” a cura di Teresa Megale.
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🙏📸 @marcomazoo_o
Al Museo della Specola di Firenze riposa la Venere dei Medici di Clemente Susini, una figura di cera straordinariamente realistica, con l’aria di una bella addormentata o di una santa estatica. Questa Venere si apre, si scompone, rivelando i suoi organi interni.
Povera Venere, povera verità, povero umanesimo dei medici… Forse.*
In omaggio a questa Venere sacrificata allo sguardo più morboso, dove per addentrarsi nella popolazione viscerale dell’essere umano si sente il bisogno di rivestirla di un esterno seducente, così da placare l’inquietudine dell’interno, Annamaria Ajmone e Veza Fernandez immaginano per gli spazi del Museo della Specola una performance in forma di lezione di anatomia.
Nella sala degli scheletri, le due artiste intrecciano le proprie pratiche in un’esplorazione sensibile e poetica del corpo. A partire da organi come cuore, stomaco, ovaie, polmoni, lingua e pelle, danno vita a danze in bilico tra visibile e invisibile, in cui il corpo è soggetto attivo e non oggetto di osservazione. Il percorso si chiude con un canto composto da un’orchestra di organi, un canto corale composto dagli organi esplorati,che risuonano attraverso la voce.
*(Aprire Venere, G. Didi-Huberman)

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Povera Venere, povera verità, povero umanesimo dei medici… Forse.*
In omaggio a questa Venere sacrificata allo sguardo più morboso, dove per addentrarsi nella popolazione viscerale dell’essere umano si sente il bisogno di rivestirla di un esterno seducente, così da placare l’inquietudine dell’interno, Annamaria Ajmone e Veza Fernandez immaginano per gli spazi del Museo della Specola una performance in forma di lezione di anatomia.
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*(Aprire Venere, G. Didi-Huberman)

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Con @vezamaria
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All’interno della rassegna “Nello specchio della natura” a cura di Teresa Megale.
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Al Museo della Specola di Firenze riposa la Venere dei Medici di Clemente Susini, una figura di cera straordinariamente realistica, con l’aria di una bella addormentata o di una santa estatica. Questa Venere si apre, si scompone, rivelando i suoi organi interni.
Povera Venere, povera verità, povero umanesimo dei medici… Forse.*
In omaggio a questa Venere sacrificata allo sguardo più morboso, dove per addentrarsi nella popolazione viscerale dell’essere umano si sente il bisogno di rivestirla di un esterno seducente, così da placare l’inquietudine dell’interno, Annamaria Ajmone e Veza Fernandez immaginano per gli spazi del Museo della Specola una performance in forma di lezione di anatomia.
Nella sala degli scheletri, le due artiste intrecciano le proprie pratiche in un’esplorazione sensibile e poetica del corpo. A partire da organi come cuore, stomaco, ovaie, polmoni, lingua e pelle, danno vita a danze in bilico tra visibile e invisibile, in cui il corpo è soggetto attivo e non oggetto di osservazione. Il percorso si chiude con un canto composto da un’orchestra di organi, un canto corale composto dagli organi esplorati,che risuonano attraverso la voce.
*(Aprire Venere, G. Didi-Huberman)

Ieri sera Armani/Silos ha ospitato FAROUT Live Arts Festival con Partiture per andare oltre 1, la performance di Industria Indipendente (@industriaindipendente_ ) con la danzatrice e coreografa Annamaria Ajmone (@anna_maraja )
Un attraversamento sensibile, fatto di gesti, suoni e presenze, per andare oltre il visibile.
📸 Le immagini di @rafajacinto raccontano la forza e la grazia di un incontro tra corpi, spazi e immaginazione.
#FAROUT #LiveArtsFestival #BASEMilano #ArmaniSilos

Ieri sera Armani/Silos ha ospitato FAROUT Live Arts Festival con Partiture per andare oltre 1, la performance di Industria Indipendente (@industriaindipendente_ ) con la danzatrice e coreografa Annamaria Ajmone (@anna_maraja )
Un attraversamento sensibile, fatto di gesti, suoni e presenze, per andare oltre il visibile.
📸 Le immagini di @rafajacinto raccontano la forza e la grazia di un incontro tra corpi, spazi e immaginazione.
#FAROUT #LiveArtsFestival #BASEMilano #ArmaniSilos

Ieri sera Armani/Silos ha ospitato FAROUT Live Arts Festival con Partiture per andare oltre 1, la performance di Industria Indipendente (@industriaindipendente_ ) con la danzatrice e coreografa Annamaria Ajmone (@anna_maraja )
Un attraversamento sensibile, fatto di gesti, suoni e presenze, per andare oltre il visibile.
📸 Le immagini di @rafajacinto raccontano la forza e la grazia di un incontro tra corpi, spazi e immaginazione.
#FAROUT #LiveArtsFestival #BASEMilano #ArmaniSilos

Ieri sera Armani/Silos ha ospitato FAROUT Live Arts Festival con Partiture per andare oltre 1, la performance di Industria Indipendente (@industriaindipendente_ ) con la danzatrice e coreografa Annamaria Ajmone (@anna_maraja )
Un attraversamento sensibile, fatto di gesti, suoni e presenze, per andare oltre il visibile.
📸 Le immagini di @rafajacinto raccontano la forza e la grazia di un incontro tra corpi, spazi e immaginazione.
#FAROUT #LiveArtsFestival #BASEMilano #ArmaniSilos

Ieri sera Armani/Silos ha ospitato FAROUT Live Arts Festival con Partiture per andare oltre 1, la performance di Industria Indipendente (@industriaindipendente_ ) con la danzatrice e coreografa Annamaria Ajmone (@anna_maraja )
Un attraversamento sensibile, fatto di gesti, suoni e presenze, per andare oltre il visibile.
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#FAROUT #LiveArtsFestival #BASEMilano #ArmaniSilos

Ieri sera Armani/Silos ha ospitato FAROUT Live Arts Festival con Partiture per andare oltre 1, la performance di Industria Indipendente (@industriaindipendente_ ) con la danzatrice e coreografa Annamaria Ajmone (@anna_maraja )
Un attraversamento sensibile, fatto di gesti, suoni e presenze, per andare oltre il visibile.
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Ieri sera Armani/Silos ha ospitato FAROUT Live Arts Festival con Partiture per andare oltre 1, la performance di Industria Indipendente (@industriaindipendente_ ) con la danzatrice e coreografa Annamaria Ajmone (@anna_maraja )
Un attraversamento sensibile, fatto di gesti, suoni e presenze, per andare oltre il visibile.
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Senza Titolo. Giardino delle sculture di Palazzo Venier dei Leoni a Venezia.
AVVENIMENTO #3 | @guggenheim_venice
con @fabioquaranta_ , @uraniaedizioni
a cura di @obsoleedo 💔
direzione tecnica e allestimenti @cozacko
📸 @g.i.a.c.o.m.o.b.i.a.n.c.o
Thx @gia55555555
Settembre 2025

Senza Titolo. Giardino delle sculture di Palazzo Venier dei Leoni a Venezia.
AVVENIMENTO #3 | @guggenheim_venice
con @fabioquaranta_ , @uraniaedizioni
a cura di @obsoleedo 💔
direzione tecnica e allestimenti @cozacko
📸 @g.i.a.c.o.m.o.b.i.a.n.c.o
Thx @gia55555555
Settembre 2025

Senza Titolo. Giardino delle sculture di Palazzo Venier dei Leoni a Venezia.
AVVENIMENTO #3 | @guggenheim_venice
con @fabioquaranta_ , @uraniaedizioni
a cura di @obsoleedo 💔
direzione tecnica e allestimenti @cozacko
📸 @g.i.a.c.o.m.o.b.i.a.n.c.o
Thx @gia55555555
Settembre 2025

Senza Titolo. Giardino delle sculture di Palazzo Venier dei Leoni a Venezia.
AVVENIMENTO #3 | @guggenheim_venice
con @fabioquaranta_ , @uraniaedizioni
a cura di @obsoleedo 💔
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📸 @g.i.a.c.o.m.o.b.i.a.n.c.o
Thx @gia55555555
Settembre 2025

/
I pianti e i lamenti dei pesci fossili by Annamaria Ajmone
/
Performance
/
Saturday 5th April 2025 h 12
/
LIMITED SEATING
Free Entry by RSPV at beta@motelsalieri.org
/
MOTELSALIERI
6, Via privata Passo Pordoi
Milan
/
In collaboration with Triennale Teatro
Milan Art Week
/
On the blurred boundary between organic and inorganic, between life and non-life, the fossil is a material and poetic testimony to the passing and layering of time. I pianti e I lamenti dei pesci fossili (The cries and moans of fossil fish) attempts to build relationships between immensely distant and different bodies and times, mourning the eternal cycle of the transformation of matter, life and death, in the context of the Sixth Extinction.
The show was born from a collective research practice by Annamaria Ajmone, Veza Fernandez, Stella Succi, Elena Vastano and Natália Trejbalová.
/
Dance and voice by Annamaria Ajmone, Veza Maria Fernandez
Set and images by Natália Trejbalová
Research, dramaturgical collaboration by Stella Succi
Clothing by Fabio Quaranta
Lighting design by Elena Vastano
Sound set consulting by Attila Faravelli
/
MOTELSALIERI(ß) is a never definitive version of School of Fashion and Uncreative Practices.

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I pianti e i lamenti dei pesci fossili by Annamaria Ajmone
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Performance
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Saturday 5th April 2025 h 12
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LIMITED SEATING
Free Entry by RSPV at beta@motelsalieri.org
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MOTELSALIERI
6, Via privata Passo Pordoi
Milan
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In collaboration with Triennale Teatro
Milan Art Week
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On the blurred boundary between organic and inorganic, between life and non-life, the fossil is a material and poetic testimony to the passing and layering of time. I pianti e I lamenti dei pesci fossili (The cries and moans of fossil fish) attempts to build relationships between immensely distant and different bodies and times, mourning the eternal cycle of the transformation of matter, life and death, in the context of the Sixth Extinction.
The show was born from a collective research practice by Annamaria Ajmone, Veza Fernandez, Stella Succi, Elena Vastano and Natália Trejbalová.
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Dance and voice by Annamaria Ajmone, Veza Maria Fernandez
Set and images by Natália Trejbalová
Research, dramaturgical collaboration by Stella Succi
Clothing by Fabio Quaranta
Lighting design by Elena Vastano
Sound set consulting by Attila Faravelli
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MOTELSALIERI(ß) is a never definitive version of School of Fashion and Uncreative Practices.

I pianti e i lamenti dei pesci fossili 🐚
Al confine sfumato tra organico e inorganico, tra vita e non-vita, il fossile è una testimonianza materiale e poetica dello scorrere e dello stratificarsi del tempo.
I pianti e I lamenti dei pesci fossili tenta di costruire relazioni tra corpi e tempi incommensurabilmente distanti e differenti, piangendo il ciclo eterno della trasformazione della materia, della vita e della morte, nel contesto della Sesta Estinzione.
© Triennale Milano. Foto di @lorenzadaveriophoto
+ ultima foto special guest Liliana Quaranta Ajmone foto by @fabioquaranta_
danza e voce: Annamaria Ajmone, Veza Maria Fernandez Wenger set e immagini: Natália Trejbalová ricerca e collaborazione drammaturgica: Stella Succi vestiti: Fabio Quaranta disegno luci: Elena Vastano consulenza set sonoro: Attila Faravelli
@vezamaria @vandieramilza @fabioquaranta_ @elenavastano @lastellasucci @attilafaravelli

I pianti e i lamenti dei pesci fossili 🐚
Al confine sfumato tra organico e inorganico, tra vita e non-vita, il fossile è una testimonianza materiale e poetica dello scorrere e dello stratificarsi del tempo.
I pianti e I lamenti dei pesci fossili tenta di costruire relazioni tra corpi e tempi incommensurabilmente distanti e differenti, piangendo il ciclo eterno della trasformazione della materia, della vita e della morte, nel contesto della Sesta Estinzione.
© Triennale Milano. Foto di @lorenzadaveriophoto
+ ultima foto special guest Liliana Quaranta Ajmone foto by @fabioquaranta_
danza e voce: Annamaria Ajmone, Veza Maria Fernandez Wenger set e immagini: Natália Trejbalová ricerca e collaborazione drammaturgica: Stella Succi vestiti: Fabio Quaranta disegno luci: Elena Vastano consulenza set sonoro: Attila Faravelli
@vezamaria @vandieramilza @fabioquaranta_ @elenavastano @lastellasucci @attilafaravelli

I pianti e i lamenti dei pesci fossili 🐚
Al confine sfumato tra organico e inorganico, tra vita e non-vita, il fossile è una testimonianza materiale e poetica dello scorrere e dello stratificarsi del tempo.
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Al confine sfumato tra organico e inorganico, tra vita e non-vita, il fossile è una testimonianza materiale e poetica dello scorrere e dello stratificarsi del tempo.
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Al confine sfumato tra organico e inorganico, tra vita e non-vita, il fossile è una testimonianza materiale e poetica dello scorrere e dello stratificarsi del tempo.
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I pianti e i lamenti dei pesci fossili 🐚
Al confine sfumato tra organico e inorganico, tra vita e non-vita, il fossile è una testimonianza materiale e poetica dello scorrere e dello stratificarsi del tempo.
I pianti e I lamenti dei pesci fossili tenta di costruire relazioni tra corpi e tempi incommensurabilmente distanti e differenti, piangendo il ciclo eterno della trasformazione della materia, della vita e della morte, nel contesto della Sesta Estinzione.
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Senza Titolo. Foyer del Teatro Grande di Brescia. @teatrogrande
Con @fabioquaranta_@uraniaedizioni
• Ottobre 2024
Foto Umberto Favretto

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Con @fabioquaranta_@uraniaedizioni
• Ottobre 2024
Foto Umberto Favretto

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Con @fabioquaranta_@uraniaedizioni
• Ottobre 2024
Foto Umberto Favretto

Senza Titolo. Convento di Sant’Orsola, Firenze. Festival MATCH ( SSS…) @museonovecento
Con @fabioquaranta_@uraniaedizioni
🙏 @milianijacopo @stefania_rispoli , per questo invito speciale tra Streghe, Sirene, Sorelle.
FotoClaudio Ripalti – Cinestudio Italy
•ottobre 2024

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•ottobre 2024

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•ottobre 2024

/
Chantal by Veza Fernández
Perfomance
/
14 Sept 2024, 5.30 pm
/
MOTELSALIERI
6, Via privata Passo Pordoi
Milan
/
Free Entry
/
Chantal by Veza Fernández @vezamaria is an avant-garde anatomic spectacle in which Chantal opens her body, engaging with the audience in her own unique activist way. Chantal is a manifold of figures: a living anatomy doll or a lesbian Venus growing from her songs of broken hearts. Chantal is an essayistic, visceral concert that radically redesigns the dispositive of the anatomical theatre and explores what the staging of the inside beyond norms and dominant regimes of attention could mean.
/
MOTELSALIERI(ß) is a never definitive version of School of Fashion and Uncreative Practices by Fabio Quaranta @fabioquaranta_ with Annamara Ajmone @anna_maraja , Giovanna Silva @giovannamuzzisilva , Federico Schott @federicoschott , Luca Trevisani @lucatrevisani , Maria Spadoni Battistoni @mariaspadonibattistoni , Simone Rossi @marvalands and Federico Antonini @federico_a_antonini

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Chantal by Veza Fernández
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14 Sept 2024, 5.30 pm
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MOTELSALIERI
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Milan
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Chantal by Veza Fernández @vezamaria is an avant-garde anatomic spectacle in which Chantal opens her body, engaging with the audience in her own unique activist way. Chantal is a manifold of figures: a living anatomy doll or a lesbian Venus growing from her songs of broken hearts. Chantal is an essayistic, visceral concert that radically redesigns the dispositive of the anatomical theatre and explores what the staging of the inside beyond norms and dominant regimes of attention could mean.
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MOTELSALIERI(ß) is a never definitive version of School of Fashion and Uncreative Practices by Fabio Quaranta @fabioquaranta_ with Annamara Ajmone @anna_maraja , Giovanna Silva @giovannamuzzisilva , Federico Schott @federicoschott , Luca Trevisani @lucatrevisani , Maria Spadoni Battistoni @mariaspadonibattistoni , Simone Rossi @marvalands and Federico Antonini @federico_a_antonini

Senza Titolo @lacasaencendida, Madrid, Festival Domingo, Giugno 2024.
Con @fabioquaranta_ @uraniaedizioni
Thx @fernandogandasegui ❤️🦋
Senza titolo è una performance che assume forme, durate e toni ogni volta differenti. Lo spazio viene lasciato intatto e innesca la danza, che si costruisce nell’effettivo e immediato incontro tra gli elementi agenti: i rudimenti delle architetture, il movimento e la postura del pubblico.
La composizione coreografica non segue a priori scrittura, task o linee guida, ma viene costruita simultaneamente all’azione e ogni elemento informa nell’istante ogni scelta.
Gli abiti, immaginati da Fabio Quaranta, rientrano nella trama di stimoli e suggestioni che declinano le azioni.
Per Senza Titolo/ La Casa Encendida i capi utilizzati fanno parte di Urania Not Original.Urania Not Original è un archivio di abiti trascurati, raccolti e non prodotti da Fabio Quaranta dalla fine degli anni Novanta a oggi, di cui il designer si appropria attraverso il suo segno e il suo amore per l’originale.

Senza Titolo @lacasaencendida, Madrid, Festival Domingo, Giugno 2024.
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Senza titolo è una performance che assume forme, durate e toni ogni volta differenti. Lo spazio viene lasciato intatto e innesca la danza, che si costruisce nell’effettivo e immediato incontro tra gli elementi agenti: i rudimenti delle architetture, il movimento e la postura del pubblico.
La composizione coreografica non segue a priori scrittura, task o linee guida, ma viene costruita simultaneamente all’azione e ogni elemento informa nell’istante ogni scelta.
Gli abiti, immaginati da Fabio Quaranta, rientrano nella trama di stimoli e suggestioni che declinano le azioni.
Per Senza Titolo/ La Casa Encendida i capi utilizzati fanno parte di Urania Not Original.Urania Not Original è un archivio di abiti trascurati, raccolti e non prodotti da Fabio Quaranta dalla fine degli anni Novanta a oggi, di cui il designer si appropria attraverso il suo segno e il suo amore per l’originale.

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Senza titolo è una performance che assume forme, durate e toni ogni volta differenti. Lo spazio viene lasciato intatto e innesca la danza, che si costruisce nell’effettivo e immediato incontro tra gli elementi agenti: i rudimenti delle architetture, il movimento e la postura del pubblico.
La composizione coreografica non segue a priori scrittura, task o linee guida, ma viene costruita simultaneamente all’azione e ogni elemento informa nell’istante ogni scelta.
Gli abiti, immaginati da Fabio Quaranta, rientrano nella trama di stimoli e suggestioni che declinano le azioni.
Per Senza Titolo/ La Casa Encendida i capi utilizzati fanno parte di Urania Not Original.Urania Not Original è un archivio di abiti trascurati, raccolti e non prodotti da Fabio Quaranta dalla fine degli anni Novanta a oggi, di cui il designer si appropria attraverso il suo segno e il suo amore per l’originale.

La Tana è anche una guida
progetto grafico di @giuliapolentz
scritti di @nicoloporcelluzzi
La guida che il pubblico ha ricevuto in mano è una mappa per navigare il buio luminoso di una tana. La fisionomia del teatro è una traccia, un’ombra per orientarsi. I suoni e le immagini sono le uniche coordinate a cui affidarvi, per
sprofondare dove il tempo piega scivoli e rampe. Un sonetto detta il passo della tana, cantando i versi dei misteri che la abitano.
***
Sonetto della tana
Vieni entra nella tana in controluce
scivolando all’insù per quell’imbuto
dove la porta radica nel muro
natura morta, e canta e pure cuce
tra ceste di cristalli ossa e bucce
di cedri e madreperla e anche un pennuto
che occhieggiando e sbavando chiede aiuto.
Non basta. Più su ancora, lì conduce
quella speranza cieca e cruda fede
nella nuda fatica della mente:
ecco i talpini che studiano insieme
« Quando nasce, la talpa è trasparente
Solo scavando trova il vecchio seme… ».
Vive al buio perché non gli fa niente.
La Tana, 7 maggio 2024, @triennaleteatro, a cura di @anna_maraja e @lunastrudel

La Tana è anche una guida
progetto grafico di @giuliapolentz
scritti di @nicoloporcelluzzi
La guida che il pubblico ha ricevuto in mano è una mappa per navigare il buio luminoso di una tana. La fisionomia del teatro è una traccia, un’ombra per orientarsi. I suoni e le immagini sono le uniche coordinate a cui affidarvi, per
sprofondare dove il tempo piega scivoli e rampe. Un sonetto detta il passo della tana, cantando i versi dei misteri che la abitano.
***
Sonetto della tana
Vieni entra nella tana in controluce
scivolando all’insù per quell’imbuto
dove la porta radica nel muro
natura morta, e canta e pure cuce
tra ceste di cristalli ossa e bucce
di cedri e madreperla e anche un pennuto
che occhieggiando e sbavando chiede aiuto.
Non basta. Più su ancora, lì conduce
quella speranza cieca e cruda fede
nella nuda fatica della mente:
ecco i talpini che studiano insieme
« Quando nasce, la talpa è trasparente
Solo scavando trova il vecchio seme… ».
Vive al buio perché non gli fa niente.
La Tana, 7 maggio 2024, @triennaleteatro, a cura di @anna_maraja e @lunastrudel

La Tana è anche una guida
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La guida che il pubblico ha ricevuto in mano è una mappa per navigare il buio luminoso di una tana. La fisionomia del teatro è una traccia, un’ombra per orientarsi. I suoni e le immagini sono le uniche coordinate a cui affidarvi, per
sprofondare dove il tempo piega scivoli e rampe. Un sonetto detta il passo della tana, cantando i versi dei misteri che la abitano.
***
Sonetto della tana
Vieni entra nella tana in controluce
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dove la porta radica nel muro
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tra ceste di cristalli ossa e bucce
di cedri e madreperla e anche un pennuto
che occhieggiando e sbavando chiede aiuto.
Non basta. Più su ancora, lì conduce
quella speranza cieca e cruda fede
nella nuda fatica della mente:
ecco i talpini che studiano insieme
« Quando nasce, la talpa è trasparente
Solo scavando trova il vecchio seme… ».
Vive al buio perché non gli fa niente.
La Tana, 7 maggio 2024, @triennaleteatro, a cura di @anna_maraja e @lunastrudel

La Tana è anche una guida
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scritti di @nicoloporcelluzzi
La guida che il pubblico ha ricevuto in mano è una mappa per navigare il buio luminoso di una tana. La fisionomia del teatro è una traccia, un’ombra per orientarsi. I suoni e le immagini sono le uniche coordinate a cui affidarvi, per
sprofondare dove il tempo piega scivoli e rampe. Un sonetto detta il passo della tana, cantando i versi dei misteri che la abitano.
***
Sonetto della tana
Vieni entra nella tana in controluce
scivolando all’insù per quell’imbuto
dove la porta radica nel muro
natura morta, e canta e pure cuce
tra ceste di cristalli ossa e bucce
di cedri e madreperla e anche un pennuto
che occhieggiando e sbavando chiede aiuto.
Non basta. Più su ancora, lì conduce
quella speranza cieca e cruda fede
nella nuda fatica della mente:
ecco i talpini che studiano insieme
« Quando nasce, la talpa è trasparente
Solo scavando trova il vecchio seme… ».
Vive al buio perché non gli fa niente.
La Tana, 7 maggio 2024, @triennaleteatro, a cura di @anna_maraja e @lunastrudel

La Tana, @triennaleteatro, Fog Festival, 7 maggio 2024
Tàna, s.f. “spazio, buio scavato per perdersi, spec.terra o cielo”. Fig.”gabbia di respiri”. Casa radice, impronta negativa. Cfr. “il linguaggio, tana della mente” [assenza di luce, luce ovunque]
La tana di nasce dal desiderio di radunare un gruppo di artisti/e che orbitano nella città di Milano. Giocando con le convenzioni del teatro, ribaltando i punti di vista, mescolando le estetiche, gli/le artiste sono invitate a scavare, segnare, stratificare le sue pareti.
Con @lalalaradamaso @sara.leghissa @francesca.flora @nobile_nobile @nicoloporcelluzzi @bennibosetto @micheleasmodeorizzo @heith___ @ultimabaret @thyselfagency @sikkinasoukasikkina @giuliapolentz @heith___ @nicolarattee. Curato da @anna_maraja @lunastrudel
Grazie a tutte le creatureche con la loro presenza hanno reso possibile la Tana, l’hanno abitata, vissuta attraversata.
Foto: @lorenzadaveriophoto e @lucadelpia

La Tana, @triennaleteatro, Fog Festival, 7 maggio 2024
Tàna, s.f. “spazio, buio scavato per perdersi, spec.terra o cielo”. Fig.”gabbia di respiri”. Casa radice, impronta negativa. Cfr. “il linguaggio, tana della mente” [assenza di luce, luce ovunque]
La tana di nasce dal desiderio di radunare un gruppo di artisti/e che orbitano nella città di Milano. Giocando con le convenzioni del teatro, ribaltando i punti di vista, mescolando le estetiche, gli/le artiste sono invitate a scavare, segnare, stratificare le sue pareti.
Con @lalalaradamaso @sara.leghissa @francesca.flora @nobile_nobile @nicoloporcelluzzi @bennibosetto @micheleasmodeorizzo @heith___ @ultimabaret @thyselfagency @sikkinasoukasikkina @giuliapolentz @heith___ @nicolarattee. Curato da @anna_maraja @lunastrudel
Grazie a tutte le creatureche con la loro presenza hanno reso possibile la Tana, l’hanno abitata, vissuta attraversata.
Foto: @lorenzadaveriophoto e @lucadelpia

La Tana, @triennaleteatro, Fog Festival, 7 maggio 2024
Tàna, s.f. “spazio, buio scavato per perdersi, spec.terra o cielo”. Fig.”gabbia di respiri”. Casa radice, impronta negativa. Cfr. “il linguaggio, tana della mente” [assenza di luce, luce ovunque]
La tana di nasce dal desiderio di radunare un gruppo di artisti/e che orbitano nella città di Milano. Giocando con le convenzioni del teatro, ribaltando i punti di vista, mescolando le estetiche, gli/le artiste sono invitate a scavare, segnare, stratificare le sue pareti.
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Grazie a tutte le creatureche con la loro presenza hanno reso possibile la Tana, l’hanno abitata, vissuta attraversata.
Foto: @lorenzadaveriophoto e @lucadelpia

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Tàna, s.f. “spazio, buio scavato per perdersi, spec.terra o cielo”. Fig.”gabbia di respiri”. Casa radice, impronta negativa. Cfr. “il linguaggio, tana della mente” [assenza di luce, luce ovunque]
La tana di nasce dal desiderio di radunare un gruppo di artisti/e che orbitano nella città di Milano. Giocando con le convenzioni del teatro, ribaltando i punti di vista, mescolando le estetiche, gli/le artiste sono invitate a scavare, segnare, stratificare le sue pareti.
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Grazie a tutte le creatureche con la loro presenza hanno reso possibile la Tana, l’hanno abitata, vissuta attraversata.
Foto: @lorenzadaveriophoto e @lucadelpia

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La tana di nasce dal desiderio di radunare un gruppo di artisti/e che orbitano nella città di Milano. Giocando con le convenzioni del teatro, ribaltando i punti di vista, mescolando le estetiche, gli/le artiste sono invitate a scavare, segnare, stratificare le sue pareti.
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Tàna, s.f. “spazio, buio scavato per perdersi, spec.terra o cielo”. Fig.”gabbia di respiri”. Casa radice, impronta negativa. Cfr. “il linguaggio, tana della mente” [assenza di luce, luce ovunque]
La tana di nasce dal desiderio di radunare un gruppo di artisti/e che orbitano nella città di Milano. Giocando con le convenzioni del teatro, ribaltando i punti di vista, mescolando le estetiche, gli/le artiste sono invitate a scavare, segnare, stratificare le sue pareti.
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Tàna, s.f. “spazio, buio scavato per perdersi, spec.terra o cielo”. Fig.”gabbia di respiri”. Casa radice, impronta negativa. Cfr. “il linguaggio, tana della mente” [assenza di luce, luce ovunque]
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