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Bilال Habibi

@quando_volete

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“Maktub”
gli Scritti d’Oro - parte prima

-PREFAZIONE-
Una “corsa alla corona”, come un adulto ne “Il Piccolo Principe”, ma con l’obiettivo di spodestare la Madonnina.
La Gloriosa Vergine Madre, una delle 4 Regine del Paradiso, che costantemente guarda Milano dall’alto verso il basso. Da quando ha 12 anni e senza alcuna colpa addosso, cercando di darci il buon esempio.

In Maktub - una storia riassunta in 7 capitoli, una breve sintesi di episodi personali che parlano di libertà o dell’utopia di essere liberi - un delirio di personalità in un momento di estrema fragilità viene compensato attraverso un percorso che si dirama verso estremi vari, cominciando dal linguaggio.
Come se cercasse conforto nella Fisica, venerando forze opposte che portano ad un equilibrio dinamico e antifragile.
Resta comunque la forza dinamica di un Vagabondo su una superficie ruvida:
parliamo di Strade Italiane; quindi in direzione Machiavellica e con Slanci Divini

Se Bello e Brutto sono oggettivi
e Giusto e Sbagliato sono soggettivi,
Falso e Vero stanno come l’uovo e la gallina.
Dopo la Ninna Canna ho un dubbio: mi sento Gheddafi o Ben Ali?
Chiudo gli occhi e penso “Riposa in pace mon ami”

Stylist @cixichannel
Foto @maartacuomo
Copertina: Amaal Al Hasan
Impaginazione: Bilal

Testo e Direzione Creativa: Bilal


122
10
2 years ago


“Maktub”
gli Scritti d’Oro - parte prima

-PREFAZIONE-
Una “corsa alla corona”, come un adulto ne “Il Piccolo Principe”, ma con l’obiettivo di spodestare la Madonnina.
La Gloriosa Vergine Madre, una delle 4 Regine del Paradiso, che costantemente guarda Milano dall’alto verso il basso. Da quando ha 12 anni e senza alcuna colpa addosso, cercando di darci il buon esempio.

In Maktub - una storia riassunta in 7 capitoli, una breve sintesi di episodi personali che parlano di libertà o dell’utopia di essere liberi - un delirio di personalità in un momento di estrema fragilità viene compensato attraverso un percorso che si dirama verso estremi vari, cominciando dal linguaggio.
Come se cercasse conforto nella Fisica, venerando forze opposte che portano ad un equilibrio dinamico e antifragile.
Resta comunque la forza dinamica di un Vagabondo su una superficie ruvida:
parliamo di Strade Italiane; quindi in direzione Machiavellica e con Slanci Divini

Se Bello e Brutto sono oggettivi
e Giusto e Sbagliato sono soggettivi,
Falso e Vero stanno come l’uovo e la gallina.
Dopo la Ninna Canna ho un dubbio: mi sento Gheddafi o Ben Ali?
Chiudo gli occhi e penso “Riposa in pace mon ami”

Stylist @cixichannel
Foto @maartacuomo
Copertina: Amaal Al Hasan
Impaginazione: Bilal

Testo e Direzione Creativa: Bilal


122
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2 years ago

“Maktub”
gli Scritti d’Oro - parte prima

-PREFAZIONE-
Una “corsa alla corona”, come un adulto ne “Il Piccolo Principe”, ma con l’obiettivo di spodestare la Madonnina.
La Gloriosa Vergine Madre, una delle 4 Regine del Paradiso, che costantemente guarda Milano dall’alto verso il basso. Da quando ha 12 anni e senza alcuna colpa addosso, cercando di darci il buon esempio.

In Maktub - una storia riassunta in 7 capitoli, una breve sintesi di episodi personali che parlano di libertà o dell’utopia di essere liberi - un delirio di personalità in un momento di estrema fragilità viene compensato attraverso un percorso che si dirama verso estremi vari, cominciando dal linguaggio.
Come se cercasse conforto nella Fisica, venerando forze opposte che portano ad un equilibrio dinamico e antifragile.
Resta comunque la forza dinamica di un Vagabondo su una superficie ruvida:
parliamo di Strade Italiane; quindi in direzione Machiavellica e con Slanci Divini

Se Bello e Brutto sono oggettivi
e Giusto e Sbagliato sono soggettivi,
Falso e Vero stanno come l’uovo e la gallina.
Dopo la Ninna Canna ho un dubbio: mi sento Gheddafi o Ben Ali?
Chiudo gli occhi e penso “Riposa in pace mon ami”

Stylist @cixichannel
Foto @maartacuomo
Copertina: Amaal Al Hasan
Impaginazione: Bilal

Testo e Direzione Creativa: Bilal


122
10
2 years ago

“Maktub”
gli Scritti d’Oro - parte prima

-PREFAZIONE-
Una “corsa alla corona”, come un adulto ne “Il Piccolo Principe”, ma con l’obiettivo di spodestare la Madonnina.
La Gloriosa Vergine Madre, una delle 4 Regine del Paradiso, che costantemente guarda Milano dall’alto verso il basso. Da quando ha 12 anni e senza alcuna colpa addosso, cercando di darci il buon esempio.

In Maktub - una storia riassunta in 7 capitoli, una breve sintesi di episodi personali che parlano di libertà o dell’utopia di essere liberi - un delirio di personalità in un momento di estrema fragilità viene compensato attraverso un percorso che si dirama verso estremi vari, cominciando dal linguaggio.
Come se cercasse conforto nella Fisica, venerando forze opposte che portano ad un equilibrio dinamico e antifragile.
Resta comunque la forza dinamica di un Vagabondo su una superficie ruvida:
parliamo di Strade Italiane; quindi in direzione Machiavellica e con Slanci Divini

Se Bello e Brutto sono oggettivi
e Giusto e Sbagliato sono soggettivi,
Falso e Vero stanno come l’uovo e la gallina.
Dopo la Ninna Canna ho un dubbio: mi sento Gheddafi o Ben Ali?
Chiudo gli occhi e penso “Riposa in pace mon ami”

Stylist @cixichannel
Foto @maartacuomo
Copertina: Amaal Al Hasan
Impaginazione: Bilal

Testo e Direzione Creativa: Bilal


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2 years ago

Zena ya Zena
un capitolo di Diario di Bilal

Fuori Ora Alhamdulillah, link in bio 🦅🌊🌺🐪🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿

a Cecilia Marinaia, che mi ha insegnato il Mare

Marilena @camillaliberatoo
Narratore @tir_nobody
Musica Originale @marquisseria
Registrazioni Sonore @danieleharu
Animazioni @maggieornot
3d @_verza
Costumi @_.0___________ @vitelli_official

Regia, Sceneggiatura, Montaggio, Produzione: Bilal (Habibi Life)


171
24
2 years ago

Se avessi i soldi per fare un film, farei un film
Non li ho, per cui mi sono già immaginato il trailer

Se avessi i soldi per fare un primo film
lo girerei a Milano, in Umbria, in Sardegna e in Giordania. Anche lungo il tragitto.

Se avessi i soldi per fare un film, farei il film anche per fare soldi
Poi farei un secondo film

“Santissima” è tipo il sequel de “i Libri dei Re”
è la sua Lanterna di Diogene, solo che questa
Vestizione rende l’Uomo sempre più nudo.
Talmente tanto nudo che l’hanno richiamato per avere “chiarimenti”


83
5
6 months ago

Tra leggere da @darna.cinema
e vivere la Sardegna con @abrajanas
é un dare e ricevere parole, anche dette male
Meglio parole tue dette male che poesie
E se vai in bici ti senti Il Postino
perché le parole sono di chi servono

Possono essere benedizioni
Ma Benedette siano le mie intenzioni
Perché ho fatto cose per cui pensavo “Dio perdonami”
Ma quanto costa avere fede
Quando vivi sempre fuori sede?
È difficile parlare
È difficile spiegare
Se non l’hai capito già
Una nuda vestizione
Sarà benedizione.
Santissima


76
6
9 months ago

Tra leggere da @darna.cinema
e vivere la Sardegna con @abrajanas
é un dare e ricevere parole, anche dette male
Meglio parole tue dette male che poesie
E se vai in bici ti senti Il Postino
perché le parole sono di chi servono

Possono essere benedizioni
Ma Benedette siano le mie intenzioni
Perché ho fatto cose per cui pensavo “Dio perdonami”
Ma quanto costa avere fede
Quando vivi sempre fuori sede?
È difficile parlare
È difficile spiegare
Se non l’hai capito già
Una nuda vestizione
Sarà benedizione.
Santissima


76
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Tra leggere da @darna.cinema
e vivere la Sardegna con @abrajanas
é un dare e ricevere parole, anche dette male
Meglio parole tue dette male che poesie
E se vai in bici ti senti Il Postino
perché le parole sono di chi servono

Possono essere benedizioni
Ma Benedette siano le mie intenzioni
Perché ho fatto cose per cui pensavo “Dio perdonami”
Ma quanto costa avere fede
Quando vivi sempre fuori sede?
È difficile parlare
È difficile spiegare
Se non l’hai capito già
Una nuda vestizione
Sarà benedizione.
Santissima


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6
9 months ago

Tra leggere da @darna.cinema
e vivere la Sardegna con @abrajanas
é un dare e ricevere parole, anche dette male
Meglio parole tue dette male che poesie
E se vai in bici ti senti Il Postino
perché le parole sono di chi servono

Possono essere benedizioni
Ma Benedette siano le mie intenzioni
Perché ho fatto cose per cui pensavo “Dio perdonami”
Ma quanto costa avere fede
Quando vivi sempre fuori sede?
È difficile parlare
È difficile spiegare
Se non l’hai capito già
Una nuda vestizione
Sarà benedizione.
Santissima


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Tra leggere da @darna.cinema
e vivere la Sardegna con @abrajanas
é un dare e ricevere parole, anche dette male
Meglio parole tue dette male che poesie
E se vai in bici ti senti Il Postino
perché le parole sono di chi servono

Possono essere benedizioni
Ma Benedette siano le mie intenzioni
Perché ho fatto cose per cui pensavo “Dio perdonami”
Ma quanto costa avere fede
Quando vivi sempre fuori sede?
È difficile parlare
È difficile spiegare
Se non l’hai capito già
Una nuda vestizione
Sarà benedizione.
Santissima


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Tra leggere da @darna.cinema
e vivere la Sardegna con @abrajanas
é un dare e ricevere parole, anche dette male
Meglio parole tue dette male che poesie
E se vai in bici ti senti Il Postino
perché le parole sono di chi servono

Possono essere benedizioni
Ma Benedette siano le mie intenzioni
Perché ho fatto cose per cui pensavo “Dio perdonami”
Ma quanto costa avere fede
Quando vivi sempre fuori sede?
È difficile parlare
È difficile spiegare
Se non l’hai capito già
Una nuda vestizione
Sarà benedizione.
Santissima


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Tra leggere da @darna.cinema
e vivere la Sardegna con @abrajanas
é un dare e ricevere parole, anche dette male
Meglio parole tue dette male che poesie
E se vai in bici ti senti Il Postino
perché le parole sono di chi servono

Possono essere benedizioni
Ma Benedette siano le mie intenzioni
Perché ho fatto cose per cui pensavo “Dio perdonami”
Ma quanto costa avere fede
Quando vivi sempre fuori sede?
È difficile parlare
È difficile spiegare
Se non l’hai capito già
Una nuda vestizione
Sarà benedizione.
Santissima


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Tra leggere da @darna.cinema
e vivere la Sardegna con @abrajanas
é un dare e ricevere parole, anche dette male
Meglio parole tue dette male che poesie
E se vai in bici ti senti Il Postino
perché le parole sono di chi servono

Possono essere benedizioni
Ma Benedette siano le mie intenzioni
Perché ho fatto cose per cui pensavo “Dio perdonami”
Ma quanto costa avere fede
Quando vivi sempre fuori sede?
È difficile parlare
È difficile spiegare
Se non l’hai capito già
Una nuda vestizione
Sarà benedizione.
Santissima


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Tra leggere da @darna.cinema
e vivere la Sardegna con @abrajanas
é un dare e ricevere parole, anche dette male
Meglio parole tue dette male che poesie
E se vai in bici ti senti Il Postino
perché le parole sono di chi servono

Possono essere benedizioni
Ma Benedette siano le mie intenzioni
Perché ho fatto cose per cui pensavo “Dio perdonami”
Ma quanto costa avere fede
Quando vivi sempre fuori sede?
È difficile parlare
È difficile spiegare
Se non l’hai capito già
Una nuda vestizione
Sarà benedizione.
Santissima


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e vivere la Sardegna con @abrajanas
é un dare e ricevere parole, anche dette male
Meglio parole tue dette male che poesie
E se vai in bici ti senti Il Postino
perché le parole sono di chi servono

Possono essere benedizioni
Ma Benedette siano le mie intenzioni
Perché ho fatto cose per cui pensavo “Dio perdonami”
Ma quanto costa avere fede
Quando vivi sempre fuori sede?
È difficile parlare
È difficile spiegare
Se non l’hai capito già
Una nuda vestizione
Sarà benedizione.
Santissima


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Tra leggere da @darna.cinema
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é un dare e ricevere parole, anche dette male
Meglio parole tue dette male che poesie
E se vai in bici ti senti Il Postino
perché le parole sono di chi servono

Possono essere benedizioni
Ma Benedette siano le mie intenzioni
Perché ho fatto cose per cui pensavo “Dio perdonami”
Ma quanto costa avere fede
Quando vivi sempre fuori sede?
È difficile parlare
È difficile spiegare
Se non l’hai capito già
Una nuda vestizione
Sarà benedizione.
Santissima


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Meglio parole tue dette male che poesie
E se vai in bici ti senti Il Postino
perché le parole sono di chi servono

Possono essere benedizioni
Ma Benedette siano le mie intenzioni
Perché ho fatto cose per cui pensavo “Dio perdonami”
Ma quanto costa avere fede
Quando vivi sempre fuori sede?
È difficile parlare
È difficile spiegare
Se non l’hai capito già
Una nuda vestizione
Sarà benedizione.
Santissima


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Tra leggere da @darna.cinema
e vivere la Sardegna con @abrajanas
é un dare e ricevere parole, anche dette male
Meglio parole tue dette male che poesie
E se vai in bici ti senti Il Postino
perché le parole sono di chi servono

Possono essere benedizioni
Ma Benedette siano le mie intenzioni
Perché ho fatto cose per cui pensavo “Dio perdonami”
Ma quanto costa avere fede
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Una nuda vestizione
Sarà benedizione.
Santissima


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6
9 months ago

AMARA TERRA MIA

La rassegna estiva all’aperto, organizzata in collaborazione con @nuovoarmenia , si chiude il 26 luglio con una serata che mette insieme parole, immagini e racconti da più latitudini.

Dalle 19:30, spazio alla lettura di poesie sul paesaggio e sulla memoria, con @abi.sta.scrivendo , @bbil.al , @asteerio e @fedua_elattari.
Quattro autori e autrici che portano sul palco scritture intime e politiche, legate all’esperienza, al movimento, al radicamento.

Dalle 21:30 - proiezione cortometraggi
Proietteremo quattro cortometraggi che, ciascuno a modo suo, raccontano paesaggi distopici, fantascientifici e poetici; cosa significa abitare uno spazio che si è trasformato, perdere qualcosa lungo il cammino o immaginare un altrove possibile.

- Nation Estate, Larissa Sansour
Una distopia elegante e tagliente in cui la Palestina diventa un unico grattacielo.

- A Space Exodus, Larissa Sansour
Un astronauta palestinese atterra sulla Luna, in cerca di una casa nello spazio.

- One Sea, 10 Seas, Nour Ouayada
Tre donne osservano riprese del Mediterraneo come si studia una mappa del tempo.

- The Red Sea Makes Me Wanna Cry, Faris Alrjoob
Ida torna dove ha perso l’amore, per vedere se qualcosa di lui è rimasto.

Una serata per chiudere insieme un percorso fatto di cinema, incontri e storie che non si raccontano mai una volta sola.

Ti aspettiamo!

📍Via Livigno 9, Milano


126
7
10 months ago

AMARA TERRA MIA

La rassegna estiva all’aperto, organizzata in collaborazione con @nuovoarmenia , si chiude il 26 luglio con una serata che mette insieme parole, immagini e racconti da più latitudini.

Dalle 19:30, spazio alla lettura di poesie sul paesaggio e sulla memoria, con @abi.sta.scrivendo , @bbil.al , @asteerio e @fedua_elattari.
Quattro autori e autrici che portano sul palco scritture intime e politiche, legate all’esperienza, al movimento, al radicamento.

Dalle 21:30 - proiezione cortometraggi
Proietteremo quattro cortometraggi che, ciascuno a modo suo, raccontano paesaggi distopici, fantascientifici e poetici; cosa significa abitare uno spazio che si è trasformato, perdere qualcosa lungo il cammino o immaginare un altrove possibile.

- Nation Estate, Larissa Sansour
Una distopia elegante e tagliente in cui la Palestina diventa un unico grattacielo.

- A Space Exodus, Larissa Sansour
Un astronauta palestinese atterra sulla Luna, in cerca di una casa nello spazio.

- One Sea, 10 Seas, Nour Ouayada
Tre donne osservano riprese del Mediterraneo come si studia una mappa del tempo.

- The Red Sea Makes Me Wanna Cry, Faris Alrjoob
Ida torna dove ha perso l’amore, per vedere se qualcosa di lui è rimasto.

Una serata per chiudere insieme un percorso fatto di cinema, incontri e storie che non si raccontano mai una volta sola.

Ti aspettiamo!

📍Via Livigno 9, Milano


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AMARA TERRA MIA

La rassegna estiva all’aperto, organizzata in collaborazione con @nuovoarmenia , si chiude il 26 luglio con una serata che mette insieme parole, immagini e racconti da più latitudini.

Dalle 19:30, spazio alla lettura di poesie sul paesaggio e sulla memoria, con @abi.sta.scrivendo , @bbil.al , @asteerio e @fedua_elattari.
Quattro autori e autrici che portano sul palco scritture intime e politiche, legate all’esperienza, al movimento, al radicamento.

Dalle 21:30 - proiezione cortometraggi
Proietteremo quattro cortometraggi che, ciascuno a modo suo, raccontano paesaggi distopici, fantascientifici e poetici; cosa significa abitare uno spazio che si è trasformato, perdere qualcosa lungo il cammino o immaginare un altrove possibile.

- Nation Estate, Larissa Sansour
Una distopia elegante e tagliente in cui la Palestina diventa un unico grattacielo.

- A Space Exodus, Larissa Sansour
Un astronauta palestinese atterra sulla Luna, in cerca di una casa nello spazio.

- One Sea, 10 Seas, Nour Ouayada
Tre donne osservano riprese del Mediterraneo come si studia una mappa del tempo.

- The Red Sea Makes Me Wanna Cry, Faris Alrjoob
Ida torna dove ha perso l’amore, per vedere se qualcosa di lui è rimasto.

Una serata per chiudere insieme un percorso fatto di cinema, incontri e storie che non si raccontano mai una volta sola.

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AMARA TERRA MIA

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Dalle 19:30, spazio alla lettura di poesie sul paesaggio e sulla memoria, con @abi.sta.scrivendo , @bbil.al , @asteerio e @fedua_elattari.
Quattro autori e autrici che portano sul palco scritture intime e politiche, legate all’esperienza, al movimento, al radicamento.

Dalle 21:30 - proiezione cortometraggi
Proietteremo quattro cortometraggi che, ciascuno a modo suo, raccontano paesaggi distopici, fantascientifici e poetici; cosa significa abitare uno spazio che si è trasformato, perdere qualcosa lungo il cammino o immaginare un altrove possibile.

- Nation Estate, Larissa Sansour
Una distopia elegante e tagliente in cui la Palestina diventa un unico grattacielo.

- A Space Exodus, Larissa Sansour
Un astronauta palestinese atterra sulla Luna, in cerca di una casa nello spazio.

- One Sea, 10 Seas, Nour Ouayada
Tre donne osservano riprese del Mediterraneo come si studia una mappa del tempo.

- The Red Sea Makes Me Wanna Cry, Faris Alrjoob
Ida torna dove ha perso l’amore, per vedere se qualcosa di lui è rimasto.

Una serata per chiudere insieme un percorso fatto di cinema, incontri e storie che non si raccontano mai una volta sola.

Ti aspettiamo!

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Dalle 19:30, spazio alla lettura di poesie sul paesaggio e sulla memoria, con @abi.sta.scrivendo , @bbil.al , @asteerio e @fedua_elattari.
Quattro autori e autrici che portano sul palco scritture intime e politiche, legate all’esperienza, al movimento, al radicamento.

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Proietteremo quattro cortometraggi che, ciascuno a modo suo, raccontano paesaggi distopici, fantascientifici e poetici; cosa significa abitare uno spazio che si è trasformato, perdere qualcosa lungo il cammino o immaginare un altrove possibile.

- Nation Estate, Larissa Sansour
Una distopia elegante e tagliente in cui la Palestina diventa un unico grattacielo.

- A Space Exodus, Larissa Sansour
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- The Red Sea Makes Me Wanna Cry, Faris Alrjoob
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Quattro autori e autrici che portano sul palco scritture intime e politiche, legate all’esperienza, al movimento, al radicamento.

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Proietteremo quattro cortometraggi che, ciascuno a modo suo, raccontano paesaggi distopici, fantascientifici e poetici; cosa significa abitare uno spazio che si è trasformato, perdere qualcosa lungo il cammino o immaginare un altrove possibile.

- Nation Estate, Larissa Sansour
Una distopia elegante e tagliente in cui la Palestina diventa un unico grattacielo.

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Dalle 19:30, spazio alla lettura di poesie sul paesaggio e sulla memoria, con @abi.sta.scrivendo , @bbil.al , @asteerio e @fedua_elattari.
Quattro autori e autrici che portano sul palco scritture intime e politiche, legate all’esperienza, al movimento, al radicamento.

Dalle 21:30 - proiezione cortometraggi
Proietteremo quattro cortometraggi che, ciascuno a modo suo, raccontano paesaggi distopici, fantascientifici e poetici; cosa significa abitare uno spazio che si è trasformato, perdere qualcosa lungo il cammino o immaginare un altrove possibile.

- Nation Estate, Larissa Sansour
Una distopia elegante e tagliente in cui la Palestina diventa un unico grattacielo.

- A Space Exodus, Larissa Sansour
Un astronauta palestinese atterra sulla Luna, in cerca di una casa nello spazio.

- One Sea, 10 Seas, Nour Ouayada
Tre donne osservano riprese del Mediterraneo come si studia una mappa del tempo.

- The Red Sea Makes Me Wanna Cry, Faris Alrjoob
Ida torna dove ha perso l’amore, per vedere se qualcosa di lui è rimasto.

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10 months ago

Passato remoto dei verbi:
essere, ascoltare, ballare e raccontare

Live “Il Pasto Nudo” di tempo fa ormai
@marquisseria habibi🔆🫂


35
5
1 years ago

Passato remoto dei verbi:
essere, ascoltare, ballare e raccontare

Live “Il Pasto Nudo” di tempo fa ormai
@marquisseria habibi🔆🫂


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5
1 years ago

In marcia per Lei, é la sua Lanterna di Diogene
solo che questa Vestizione rende l’Uomo sempre più nudo

A tracciare il sentiero sono i bimbi egiziani copti e tatuati, che con le loro parole fanno unire i punti dei ricordi che diventano un tracciato
Poi le sue Rimembranze lui le scrive di notte, a volte anche di primo pomeriggio


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5
1 years ago

In marcia per Lei, é la sua Lanterna di Diogene
solo che questa Vestizione rende l’Uomo sempre più nudo

A tracciare il sentiero sono i bimbi egiziani copti e tatuati, che con le loro parole fanno unire i punti dei ricordi che diventano un tracciato
Poi le sue Rimembranze lui le scrive di notte, a volte anche di primo pomeriggio


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In marcia per Lei, é la sua Lanterna di Diogene
solo che questa Vestizione rende l’Uomo sempre più nudo

A tracciare il sentiero sono i bimbi egiziani copti e tatuati, che con le loro parole fanno unire i punti dei ricordi che diventano un tracciato
Poi le sue Rimembranze lui le scrive di notte, a volte anche di primo pomeriggio


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In marcia per Lei, é la sua Lanterna di Diogene
solo che questa Vestizione rende l’Uomo sempre più nudo

A tracciare il sentiero sono i bimbi egiziani copti e tatuati, che con le loro parole fanno unire i punti dei ricordi che diventano un tracciato
Poi le sue Rimembranze lui le scrive di notte, a volte anche di primo pomeriggio


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In marcia per Lei, é la sua Lanterna di Diogene
solo che questa Vestizione rende l’Uomo sempre più nudo

A tracciare il sentiero sono i bimbi egiziani copti e tatuati, che con le loro parole fanno unire i punti dei ricordi che diventano un tracciato
Poi le sue Rimembranze lui le scrive di notte, a volte anche di primo pomeriggio


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In marcia per Lei, é la sua Lanterna di Diogene
solo che questa Vestizione rende l’Uomo sempre più nudo

A tracciare il sentiero sono i bimbi egiziani copti e tatuati, che con le loro parole fanno unire i punti dei ricordi che diventano un tracciato
Poi le sue Rimembranze lui le scrive di notte, a volte anche di primo pomeriggio


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In marcia per Lei, é la sua Lanterna di Diogene
solo che questa Vestizione rende l’Uomo sempre più nudo

A tracciare il sentiero sono i bimbi egiziani copti e tatuati, che con le loro parole fanno unire i punti dei ricordi che diventano un tracciato
Poi le sue Rimembranze lui le scrive di notte, a volte anche di primo pomeriggio


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5
1 years ago

In marcia per Lei, é la sua Lanterna di Diogene
solo che questa Vestizione rende l’Uomo sempre più nudo

A tracciare il sentiero sono i bimbi egiziani copti e tatuati, che con le loro parole fanno unire i punti dei ricordi che diventano un tracciato
Poi le sue Rimembranze lui le scrive di notte, a volte anche di primo pomeriggio


37
5
1 years ago

🤝🏽🌱


77
2
1 years ago

Alea iacta est
Cogito ergo sum
Vox populi, vox Bil
Amen

A Milano non c’è Via Roma
per colpa di una pianta a raggiera, tipo ruota della bici
Ma in bici devi comunque tenere gli occhi aperti come Panzini
e non sbirciare dalle porte, scemo
ahahah

Quando diventerà Bilano la faremo, vai tra
Cowabunga🌻🤙🏽


53
1 years ago

É incredibile come qualunque possa essere la circostanza in cui si crede di stare
le cose naturali vengano da sé

“Venere”
@mariannemirage
@marquisseria


92
3
1 years ago

É incredibile come qualunque possa essere la circostanza in cui si crede di stare
le cose naturali vengano da sé

“Venere”
@mariannemirage
@marquisseria


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3
1 years ago

É incredibile come qualunque possa essere la circostanza in cui si crede di stare
le cose naturali vengano da sé

“Venere”
@mariannemirage
@marquisseria


92
3
1 years ago

É incredibile come qualunque possa essere la circostanza in cui si crede di stare
le cose naturali vengano da sé

“Venere”
@mariannemirage
@marquisseria


92
3
1 years ago

L’ultimo giorno di vendita non è stato l’ultimo giorno di vendita,
anche se poi mi sono lavato, convinto fosse l’ultimo giorno di vendita
Il punto è che ci siamo Radicati

Ogni singola opera richiede una ricerca radicale, solo che poi io mi scordo
Però posso conoscere la cultura di un posto
attraverso il cibo, la musica e la spazzatura:
mi hanno imparato Omini sdraiati come Maiali
Ai Maiali piace Mozart
A Porto Giunco invece io mi sono sentito un Segugio, Cane da Tartufo 🦩🌻

Ci siamo Radicati senza esserci Accomodati
Perchè un’occasione mancata è un enorme momento
in cui dire “pazienza”🪻💮♠️

Minchia habibi tutte le volte che ci penso muoio🤙🏽


36
1 years ago

L’ultimo giorno di vendita non è stato l’ultimo giorno di vendita,
anche se poi mi sono lavato, convinto fosse l’ultimo giorno di vendita
Il punto è che ci siamo Radicati

Ogni singola opera richiede una ricerca radicale, solo che poi io mi scordo
Però posso conoscere la cultura di un posto
attraverso il cibo, la musica e la spazzatura:
mi hanno imparato Omini sdraiati come Maiali
Ai Maiali piace Mozart
A Porto Giunco invece io mi sono sentito un Segugio, Cane da Tartufo 🦩🌻

Ci siamo Radicati senza esserci Accomodati
Perchè un’occasione mancata è un enorme momento
in cui dire “pazienza”🪻💮♠️

Minchia habibi tutte le volte che ci penso muoio🤙🏽


36
1 years ago

L’ultimo giorno di vendita non è stato l’ultimo giorno di vendita,
anche se poi mi sono lavato, convinto fosse l’ultimo giorno di vendita
Il punto è che ci siamo Radicati

Ogni singola opera richiede una ricerca radicale, solo che poi io mi scordo
Però posso conoscere la cultura di un posto
attraverso il cibo, la musica e la spazzatura:
mi hanno imparato Omini sdraiati come Maiali
Ai Maiali piace Mozart
A Porto Giunco invece io mi sono sentito un Segugio, Cane da Tartufo 🦩🌻

Ci siamo Radicati senza esserci Accomodati
Perchè un’occasione mancata è un enorme momento
in cui dire “pazienza”🪻💮♠️

Minchia habibi tutte le volte che ci penso muoio🤙🏽


36
1 years ago

L’ultimo giorno di vendita non è stato l’ultimo giorno di vendita,
anche se poi mi sono lavato, convinto fosse l’ultimo giorno di vendita
Il punto è che ci siamo Radicati

Ogni singola opera richiede una ricerca radicale, solo che poi io mi scordo
Però posso conoscere la cultura di un posto
attraverso il cibo, la musica e la spazzatura:
mi hanno imparato Omini sdraiati come Maiali
Ai Maiali piace Mozart
A Porto Giunco invece io mi sono sentito un Segugio, Cane da Tartufo 🦩🌻

Ci siamo Radicati senza esserci Accomodati
Perchè un’occasione mancata è un enorme momento
in cui dire “pazienza”🪻💮♠️

Minchia habibi tutte le volte che ci penso muoio🤙🏽


36
1 years ago

Un comunicato ANSA associa Tortora e Hamza:
“Non ho mai spopperato con Enzo” dichiarò al Giudice.
Il suo naso si scansa e la sua mano
lo scalza in contropiede

Al suo Paese gli hanno dato della femminuccia,
perché non voleva imbracciare il fucile.
Perché abbattere un uccello già morto,
per tornare a ridere e gioire?

Al suo Paese gli uomini pranzavano con quella puttana della moglie,
per poi uscire con occhi vispi, poco pudore e molta discrezione,
che aspettavano di chiudersi al richiamo di dolci parole:
“Mamajuevo” così si facevano chiamare,
da scure e poco convenzionali signore

Al suo Paese gli hanno dato della principina,
perchè l’idea di chiavare lo attirava,
non quella di dare via il fondoschiena.

Al suo Paese Hamza giocava un ruolo fastidioso per la gente:
Il Giudice lo condannò a infame, porco e pure fannullone

Ma non si sentiva dei loro o infame, porco e neppure fannulone
Si sentiva solo sollevato,
come da un cappio al collo che ti tira su, come fa il vento con un aquilone

Prima di essere imbarcato, tra onde alte come le dune di Majnun,
fece gli auguri alla pancia di sua sorella incinta, che rispose mandandolo a cagare.
Sulla riva panarabica di Aqaba, ripensò a Genova
che lo rese un pezzo di pane.
Gridò:
“Venite gente vuota, facciamola finita
Voi preti e padri che vendete a tutti un’altra vita
Se c’è, come voi dite, un Dio nell’infinito
Guardatevi nel cuore, l’avete già tradito
E voi materialisti, col vostro chiodo fisso
Che Dio è morto e l’uomo è solo in questo abisso
Le verità cercate per terra, da maiali”

Ma non lo sentirono, la festa al suo Paese era già inziata


68
1 years ago

Un comunicato ANSA associa Tortora e Hamza:
“Non ho mai spopperato con Enzo” dichiarò al Giudice.
Il suo naso si scansa e la sua mano
lo scalza in contropiede

Al suo Paese gli hanno dato della femminuccia,
perché non voleva imbracciare il fucile.
Perché abbattere un uccello già morto,
per tornare a ridere e gioire?

Al suo Paese gli uomini pranzavano con quella puttana della moglie,
per poi uscire con occhi vispi, poco pudore e molta discrezione,
che aspettavano di chiudersi al richiamo di dolci parole:
“Mamajuevo” così si facevano chiamare,
da scure e poco convenzionali signore

Al suo Paese gli hanno dato della principina,
perchè l’idea di chiavare lo attirava,
non quella di dare via il fondoschiena.

Al suo Paese Hamza giocava un ruolo fastidioso per la gente:
Il Giudice lo condannò a infame, porco e pure fannullone

Ma non si sentiva dei loro o infame, porco e neppure fannulone
Si sentiva solo sollevato,
come da un cappio al collo che ti tira su, come fa il vento con un aquilone

Prima di essere imbarcato, tra onde alte come le dune di Majnun,
fece gli auguri alla pancia di sua sorella incinta, che rispose mandandolo a cagare.
Sulla riva panarabica di Aqaba, ripensò a Genova
che lo rese un pezzo di pane.
Gridò:
“Venite gente vuota, facciamola finita
Voi preti e padri che vendete a tutti un’altra vita
Se c’è, come voi dite, un Dio nell’infinito
Guardatevi nel cuore, l’avete già tradito
E voi materialisti, col vostro chiodo fisso
Che Dio è morto e l’uomo è solo in questo abisso
Le verità cercate per terra, da maiali”

Ma non lo sentirono, la festa al suo Paese era già inziata


68
1 years ago

Un comunicato ANSA associa Tortora e Hamza:
“Non ho mai spopperato con Enzo” dichiarò al Giudice.
Il suo naso si scansa e la sua mano
lo scalza in contropiede

Al suo Paese gli hanno dato della femminuccia,
perché non voleva imbracciare il fucile.
Perché abbattere un uccello già morto,
per tornare a ridere e gioire?

Al suo Paese gli uomini pranzavano con quella puttana della moglie,
per poi uscire con occhi vispi, poco pudore e molta discrezione,
che aspettavano di chiudersi al richiamo di dolci parole:
“Mamajuevo” così si facevano chiamare,
da scure e poco convenzionali signore

Al suo Paese gli hanno dato della principina,
perchè l’idea di chiavare lo attirava,
non quella di dare via il fondoschiena.

Al suo Paese Hamza giocava un ruolo fastidioso per la gente:
Il Giudice lo condannò a infame, porco e pure fannullone

Ma non si sentiva dei loro o infame, porco e neppure fannulone
Si sentiva solo sollevato,
come da un cappio al collo che ti tira su, come fa il vento con un aquilone

Prima di essere imbarcato, tra onde alte come le dune di Majnun,
fece gli auguri alla pancia di sua sorella incinta, che rispose mandandolo a cagare.
Sulla riva panarabica di Aqaba, ripensò a Genova
che lo rese un pezzo di pane.
Gridò:
“Venite gente vuota, facciamola finita
Voi preti e padri che vendete a tutti un’altra vita
Se c’è, come voi dite, un Dio nell’infinito
Guardatevi nel cuore, l’avete già tradito
E voi materialisti, col vostro chiodo fisso
Che Dio è morto e l’uomo è solo in questo abisso
Le verità cercate per terra, da maiali”

Ma non lo sentirono, la festa al suo Paese era già inziata


68
1 years ago

Un comunicato ANSA associa Tortora e Hamza:
“Non ho mai spopperato con Enzo” dichiarò al Giudice.
Il suo naso si scansa e la sua mano
lo scalza in contropiede

Al suo Paese gli hanno dato della femminuccia,
perché non voleva imbracciare il fucile.
Perché abbattere un uccello già morto,
per tornare a ridere e gioire?

Al suo Paese gli uomini pranzavano con quella puttana della moglie,
per poi uscire con occhi vispi, poco pudore e molta discrezione,
che aspettavano di chiudersi al richiamo di dolci parole:
“Mamajuevo” così si facevano chiamare,
da scure e poco convenzionali signore

Al suo Paese gli hanno dato della principina,
perchè l’idea di chiavare lo attirava,
non quella di dare via il fondoschiena.

Al suo Paese Hamza giocava un ruolo fastidioso per la gente:
Il Giudice lo condannò a infame, porco e pure fannullone

Ma non si sentiva dei loro o infame, porco e neppure fannulone
Si sentiva solo sollevato,
come da un cappio al collo che ti tira su, come fa il vento con un aquilone

Prima di essere imbarcato, tra onde alte come le dune di Majnun,
fece gli auguri alla pancia di sua sorella incinta, che rispose mandandolo a cagare.
Sulla riva panarabica di Aqaba, ripensò a Genova
che lo rese un pezzo di pane.
Gridò:
“Venite gente vuota, facciamola finita
Voi preti e padri che vendete a tutti un’altra vita
Se c’è, come voi dite, un Dio nell’infinito
Guardatevi nel cuore, l’avete già tradito
E voi materialisti, col vostro chiodo fisso
Che Dio è morto e l’uomo è solo in questo abisso
Le verità cercate per terra, da maiali”

Ma non lo sentirono, la festa al suo Paese era già inziata


68
1 years ago

Un comunicato ANSA associa Tortora e Hamza:
“Non ho mai spopperato con Enzo” dichiarò al Giudice.
Il suo naso si scansa e la sua mano
lo scalza in contropiede

Al suo Paese gli hanno dato della femminuccia,
perché non voleva imbracciare il fucile.
Perché abbattere un uccello già morto,
per tornare a ridere e gioire?

Al suo Paese gli uomini pranzavano con quella puttana della moglie,
per poi uscire con occhi vispi, poco pudore e molta discrezione,
che aspettavano di chiudersi al richiamo di dolci parole:
“Mamajuevo” così si facevano chiamare,
da scure e poco convenzionali signore

Al suo Paese gli hanno dato della principina,
perchè l’idea di chiavare lo attirava,
non quella di dare via il fondoschiena.

Al suo Paese Hamza giocava un ruolo fastidioso per la gente:
Il Giudice lo condannò a infame, porco e pure fannullone

Ma non si sentiva dei loro o infame, porco e neppure fannulone
Si sentiva solo sollevato,
come da un cappio al collo che ti tira su, come fa il vento con un aquilone

Prima di essere imbarcato, tra onde alte come le dune di Majnun,
fece gli auguri alla pancia di sua sorella incinta, che rispose mandandolo a cagare.
Sulla riva panarabica di Aqaba, ripensò a Genova
che lo rese un pezzo di pane.
Gridò:
“Venite gente vuota, facciamola finita
Voi preti e padri che vendete a tutti un’altra vita
Se c’è, come voi dite, un Dio nell’infinito
Guardatevi nel cuore, l’avete già tradito
E voi materialisti, col vostro chiodo fisso
Che Dio è morto e l’uomo è solo in questo abisso
Le verità cercate per terra, da maiali”

Ma non lo sentirono, la festa al suo Paese era già inziata


68
1 years ago


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