Instagram Logo

giulia_zompa

Giulia

Contemporary Art Historian | Art Writer Postdoctoral Researcher @lastatale_milano_official

854
posts
6.3K
followers
4.7K
following

Tra le prossime uscite per @postmediabooks
troverete il mio libro dedicato alla mostra Il Cangiante e a Corrado Levi 💥
Mi piace dire a entrambi perché è un nesso davvero inscindibile quello tra il curatore-artista-professore e questa sua mostra.


253
24
1 years ago


Tra le prossime uscite per @postmediabooks
troverete il mio libro dedicato alla mostra Il Cangiante e a Corrado Levi 💥
Mi piace dire a entrambi perché è un nesso davvero inscindibile quello tra il curatore-artista-professore e questa sua mostra.


253
24
1 years ago

Tra le prossime uscite per @postmediabooks
troverete il mio libro dedicato alla mostra Il Cangiante e a Corrado Levi 💥
Mi piace dire a entrambi perché è un nesso davvero inscindibile quello tra il curatore-artista-professore e questa sua mostra.


253
24
1 years ago

In questi giorni, alla American University di Washington D.C, si è tenuta la Feminist Art History Conference, durante la quale ho presentato la ricerca mia e di Giulia Colombo sul ruolo della fotografia e dell’immagine nelle riviste femministe autoprodotte degli anni ’70.
Questa ricerca presto diventerà un libro, e non potrei essere più felice di questa avventura che mi ha fatto incontrare donne, testi, storie, fotografie e disegni che appartengono a tutte noi.

@auarthistory
@americanuniversity


396
18
8 months ago

In questi giorni, alla American University di Washington D.C, si è tenuta la Feminist Art History Conference, durante la quale ho presentato la ricerca mia e di Giulia Colombo sul ruolo della fotografia e dell’immagine nelle riviste femministe autoprodotte degli anni ’70.
Questa ricerca presto diventerà un libro, e non potrei essere più felice di questa avventura che mi ha fatto incontrare donne, testi, storie, fotografie e disegni che appartengono a tutte noi.

@auarthistory
@americanuniversity


396
18
8 months ago

In questi giorni, alla American University di Washington D.C, si è tenuta la Feminist Art History Conference, durante la quale ho presentato la ricerca mia e di Giulia Colombo sul ruolo della fotografia e dell’immagine nelle riviste femministe autoprodotte degli anni ’70.
Questa ricerca presto diventerà un libro, e non potrei essere più felice di questa avventura che mi ha fatto incontrare donne, testi, storie, fotografie e disegni che appartengono a tutte noi.

@auarthistory
@americanuniversity


396
18
8 months ago

In questi giorni, alla American University di Washington D.C, si è tenuta la Feminist Art History Conference, durante la quale ho presentato la ricerca mia e di Giulia Colombo sul ruolo della fotografia e dell’immagine nelle riviste femministe autoprodotte degli anni ’70.
Questa ricerca presto diventerà un libro, e non potrei essere più felice di questa avventura che mi ha fatto incontrare donne, testi, storie, fotografie e disegni che appartengono a tutte noi.

@auarthistory
@americanuniversity


396
18
8 months ago

In questi giorni, alla American University di Washington D.C, si è tenuta la Feminist Art History Conference, durante la quale ho presentato la ricerca mia e di Giulia Colombo sul ruolo della fotografia e dell’immagine nelle riviste femministe autoprodotte degli anni ’70.
Questa ricerca presto diventerà un libro, e non potrei essere più felice di questa avventura che mi ha fatto incontrare donne, testi, storie, fotografie e disegni che appartengono a tutte noi.

@auarthistory
@americanuniversity


396
18
8 months ago


In questi giorni, alla American University di Washington D.C, si è tenuta la Feminist Art History Conference, durante la quale ho presentato la ricerca mia e di Giulia Colombo sul ruolo della fotografia e dell’immagine nelle riviste femministe autoprodotte degli anni ’70.
Questa ricerca presto diventerà un libro, e non potrei essere più felice di questa avventura che mi ha fatto incontrare donne, testi, storie, fotografie e disegni che appartengono a tutte noi.

@auarthistory
@americanuniversity


396
18
8 months ago

In questi giorni, alla American University di Washington D.C, si è tenuta la Feminist Art History Conference, durante la quale ho presentato la ricerca mia e di Giulia Colombo sul ruolo della fotografia e dell’immagine nelle riviste femministe autoprodotte degli anni ’70.
Questa ricerca presto diventerà un libro, e non potrei essere più felice di questa avventura che mi ha fatto incontrare donne, testi, storie, fotografie e disegni che appartengono a tutte noi.

@auarthistory
@americanuniversity


396
18
8 months ago

Un taglia e cuci delle mie parole su Matrimoni Imperfetti. Storie e immagini dall’archivio della galleria Emi Fontana (1992-2009) in corso fino al 14 settembre al PAC di Milano
@emi_fontana
@pacmilano
@agenzia_askanews


320
14
10 months ago

NUOVE PROSPETTIVE SULL’ARTE ITALIANA 1985-1995: questioni metodologiche e sfide interpretative

La giornata di studi curata da me e @giulia_zompa si terrà il 10 giugno 2026 nell'aula Bisconti del @studiumanisticiromatre

L'iniziativa sarà occasione di scambio e dialogo tra interessi e approcci metodologici portati avanti da giovani studiose e studiosi che stanno affrontando l'analisi di un decennio cruciale per l'arte italiana.

In chiusura @michele_bertolino illustrerà i metodi e le sfide emerse nella ricerca e nella costruzione della mostra VIVONO. Arte e affetti: HIV/AIDS in Italia, 1982-1996.

Vi aspettiamo a Roma o su Teams!

Per informazioni: giornatastudianninovanta@outlook.it


75
2
4 days ago

NUOVE PROSPETTIVE SULL’ARTE ITALIANA 1985-1995: questioni metodologiche e sfide interpretative

La giornata di studi curata da me e @giulia_zompa si terrà il 10 giugno 2026 nell'aula Bisconti del @studiumanisticiromatre

L'iniziativa sarà occasione di scambio e dialogo tra interessi e approcci metodologici portati avanti da giovani studiose e studiosi che stanno affrontando l'analisi di un decennio cruciale per l'arte italiana.

In chiusura @michele_bertolino illustrerà i metodi e le sfide emerse nella ricerca e nella costruzione della mostra VIVONO. Arte e affetti: HIV/AIDS in Italia, 1982-1996.

Vi aspettiamo a Roma o su Teams!

Per informazioni: giornatastudianninovanta@outlook.it


75
2
4 days ago

NUOVE PROSPETTIVE SULL’ARTE ITALIANA 1985-1995: questioni metodologiche e sfide interpretative

La giornata di studi curata da me e @giulia_zompa si terrà il 10 giugno 2026 nell'aula Bisconti del @studiumanisticiromatre

L'iniziativa sarà occasione di scambio e dialogo tra interessi e approcci metodologici portati avanti da giovani studiose e studiosi che stanno affrontando l'analisi di un decennio cruciale per l'arte italiana.

In chiusura @michele_bertolino illustrerà i metodi e le sfide emerse nella ricerca e nella costruzione della mostra VIVONO. Arte e affetti: HIV/AIDS in Italia, 1982-1996.

Vi aspettiamo a Roma o su Teams!

Per informazioni: giornatastudianninovanta@outlook.it


75
2
4 days ago

NUOVE PROSPETTIVE SULL’ARTE ITALIANA 1985-1995: questioni metodologiche e sfide interpretative

La giornata di studi curata da me e @giulia_zompa si terrà il 10 giugno 2026 nell'aula Bisconti del @studiumanisticiromatre

L'iniziativa sarà occasione di scambio e dialogo tra interessi e approcci metodologici portati avanti da giovani studiose e studiosi che stanno affrontando l'analisi di un decennio cruciale per l'arte italiana.

In chiusura @michele_bertolino illustrerà i metodi e le sfide emerse nella ricerca e nella costruzione della mostra VIVONO. Arte e affetti: HIV/AIDS in Italia, 1982-1996.

Vi aspettiamo a Roma o su Teams!

Per informazioni: giornatastudianninovanta@outlook.it


75
2
4 days ago


La scorsa settimana, insieme a @giuliakimberlyy abbiamo avuto il piacere di presentare la nostra ricerca sul ruolo della fotografia nelle riviste autoprodotte femministe alla conferenza Feminist Resonances between Text and Image: Visual Practices since the 1970s, presso la Sussex University.
Un ringraziamento di cuore a @f_ventrella @frizcar e @francesca_verga per l’organizzazione della bellissima giornata, che si è rivelata ricca di scambi e idee stimolanti.

Con Giulia sono ormai alcuni anni che portiamo avanti questa ricerca come un percorso parallelo rispetto ai nostri percorsi e attività accademiche, frutto di interessi anche personali e condivisi tra noi, legati al femminismo.
È stata quindi, da sempre, qualcosa di più di una semplice ricerca accademica: un modo per noi di lavorare tra amiche e studiose, per provare a fare e pensare insieme, sottraendoci all’isolamento e all’autoreferenzialità a cui spesso il fare ricerca porta; ma anche un modo per continuare a interrogarci in modo diverso sulle origini di certe nostre riflessioni, su chi siamo come donne e sulle domande che hanno caratterizzato tante nostre conversazioni tra aule universitarie, biblioteche e caffè.
Abbiamo ancora da studiare, ma sarà bello continuare a farlo insieme, aprendo sempre di più — come venerdì — il cerchio delle persone con cui farlo.


114
1 weeks ago

La scorsa settimana, insieme a @giuliakimberlyy abbiamo avuto il piacere di presentare la nostra ricerca sul ruolo della fotografia nelle riviste autoprodotte femministe alla conferenza Feminist Resonances between Text and Image: Visual Practices since the 1970s, presso la Sussex University.
Un ringraziamento di cuore a @f_ventrella @frizcar e @francesca_verga per l’organizzazione della bellissima giornata, che si è rivelata ricca di scambi e idee stimolanti.

Con Giulia sono ormai alcuni anni che portiamo avanti questa ricerca come un percorso parallelo rispetto ai nostri percorsi e attività accademiche, frutto di interessi anche personali e condivisi tra noi, legati al femminismo.
È stata quindi, da sempre, qualcosa di più di una semplice ricerca accademica: un modo per noi di lavorare tra amiche e studiose, per provare a fare e pensare insieme, sottraendoci all’isolamento e all’autoreferenzialità a cui spesso il fare ricerca porta; ma anche un modo per continuare a interrogarci in modo diverso sulle origini di certe nostre riflessioni, su chi siamo come donne e sulle domande che hanno caratterizzato tante nostre conversazioni tra aule universitarie, biblioteche e caffè.
Abbiamo ancora da studiare, ma sarà bello continuare a farlo insieme, aprendo sempre di più — come venerdì — il cerchio delle persone con cui farlo.


114
1 weeks ago

La scorsa settimana, insieme a @giuliakimberlyy abbiamo avuto il piacere di presentare la nostra ricerca sul ruolo della fotografia nelle riviste autoprodotte femministe alla conferenza Feminist Resonances between Text and Image: Visual Practices since the 1970s, presso la Sussex University.
Un ringraziamento di cuore a @f_ventrella @frizcar e @francesca_verga per l’organizzazione della bellissima giornata, che si è rivelata ricca di scambi e idee stimolanti.

Con Giulia sono ormai alcuni anni che portiamo avanti questa ricerca come un percorso parallelo rispetto ai nostri percorsi e attività accademiche, frutto di interessi anche personali e condivisi tra noi, legati al femminismo.
È stata quindi, da sempre, qualcosa di più di una semplice ricerca accademica: un modo per noi di lavorare tra amiche e studiose, per provare a fare e pensare insieme, sottraendoci all’isolamento e all’autoreferenzialità a cui spesso il fare ricerca porta; ma anche un modo per continuare a interrogarci in modo diverso sulle origini di certe nostre riflessioni, su chi siamo come donne e sulle domande che hanno caratterizzato tante nostre conversazioni tra aule universitarie, biblioteche e caffè.
Abbiamo ancora da studiare, ma sarà bello continuare a farlo insieme, aprendo sempre di più — come venerdì — il cerchio delle persone con cui farlo.


114
1 weeks ago

La scorsa settimana, insieme a @giuliakimberlyy abbiamo avuto il piacere di presentare la nostra ricerca sul ruolo della fotografia nelle riviste autoprodotte femministe alla conferenza Feminist Resonances between Text and Image: Visual Practices since the 1970s, presso la Sussex University.
Un ringraziamento di cuore a @f_ventrella @frizcar e @francesca_verga per l’organizzazione della bellissima giornata, che si è rivelata ricca di scambi e idee stimolanti.

Con Giulia sono ormai alcuni anni che portiamo avanti questa ricerca come un percorso parallelo rispetto ai nostri percorsi e attività accademiche, frutto di interessi anche personali e condivisi tra noi, legati al femminismo.
È stata quindi, da sempre, qualcosa di più di una semplice ricerca accademica: un modo per noi di lavorare tra amiche e studiose, per provare a fare e pensare insieme, sottraendoci all’isolamento e all’autoreferenzialità a cui spesso il fare ricerca porta; ma anche un modo per continuare a interrogarci in modo diverso sulle origini di certe nostre riflessioni, su chi siamo come donne e sulle domande che hanno caratterizzato tante nostre conversazioni tra aule universitarie, biblioteche e caffè.
Abbiamo ancora da studiare, ma sarà bello continuare a farlo insieme, aprendo sempre di più — come venerdì — il cerchio delle persone con cui farlo.


114
1 weeks ago

La scorsa settimana, insieme a @giuliakimberlyy abbiamo avuto il piacere di presentare la nostra ricerca sul ruolo della fotografia nelle riviste autoprodotte femministe alla conferenza Feminist Resonances between Text and Image: Visual Practices since the 1970s, presso la Sussex University.
Un ringraziamento di cuore a @f_ventrella @frizcar e @francesca_verga per l’organizzazione della bellissima giornata, che si è rivelata ricca di scambi e idee stimolanti.

Con Giulia sono ormai alcuni anni che portiamo avanti questa ricerca come un percorso parallelo rispetto ai nostri percorsi e attività accademiche, frutto di interessi anche personali e condivisi tra noi, legati al femminismo.
È stata quindi, da sempre, qualcosa di più di una semplice ricerca accademica: un modo per noi di lavorare tra amiche e studiose, per provare a fare e pensare insieme, sottraendoci all’isolamento e all’autoreferenzialità a cui spesso il fare ricerca porta; ma anche un modo per continuare a interrogarci in modo diverso sulle origini di certe nostre riflessioni, su chi siamo come donne e sulle domande che hanno caratterizzato tante nostre conversazioni tra aule universitarie, biblioteche e caffè.
Abbiamo ancora da studiare, ma sarà bello continuare a farlo insieme, aprendo sempre di più — come venerdì — il cerchio delle persone con cui farlo.


114
1 weeks ago

Giosetta Fioroni
Diario veneto, veneziano, lagunare e..., 1994.

Ciao Venezia!


36
2 weeks ago


32
3 weeks ago

Warsaw this week


52
1
1 months ago

Warsaw this week


52
1
1 months ago

Warsaw this week


52
1
1 months ago

Warsaw this week


52
1
1 months ago

Warsaw this week


52
1
1 months ago

Warsaw this week


52
1
1 months ago

Warsaw this week


52
1
1 months ago

Warsaw this week


52
1
1 months ago

Warsaw this week


52
1
1 months ago

Warsaw this week


52
1
1 months ago

Warsaw this week


52
1
1 months ago

Warsaw this week


52
1
1 months ago

Aver potuto presentare al PAC di Milano il mio libro Il Cangiante. Una mostra di Corrado Levi è stato un grande regalo. Farlo con Corrado Levi presente in sala, il secondo, grandissimo regalo.
Grazie alle tante persone che sono venute a ripercorrere questa storia: per un attimo, dal 2026, siamo tornate/i al 1986.
Un grazie speciale a Diego Sileo, all’assessore Tommaso Sacchi e a due assoluti protagonisti di quella stagione, Stefano Arienti e Maurizio Turchet, che hanno dialogato con me.
È stata una serata speciale. Una festa per e con Corrado Levi, che con il suo lavoro ha sempre unito mondi e generazioni e ieri sera lo ha fatto ancora una volta.

@pacmilano
@diego.sileo
@tommasosacchi
@stefanoarienti.it
@maurizio.turchet
@postmediabooks


146
3
2 months ago

🌞


71
2 months ago

🌞


71
2 months ago

🌞


71
2 months ago

🌞


71
2 months ago

🌞


71
2 months ago

🌞


71
2 months ago

🌞


71
2 months ago

🌞


71
2 months ago

🌞


71
2 months ago

🌞


71
2 months ago

🌞


71
2 months ago

🌞


71
2 months ago

Nell’estate del 2024, durante una delle mie prime occasioni di ricerca nell’archivio della Galleria Emi Fontana in vista della mostra prevista al PAC, mi sono imbattuta in una serie di ritratti fotografici realizzati da Mario Gorni, che in quegli anni collaborava spesso con la galleria. Le immagini ritraevano un giovane Mark Dion alle prese con il suo lavoro, dal sapore processuale, in occasione della sua prima mostra personale in Italia, Angelica Point (1994).
Insieme alle fotografie c’erano, come spesso accade, materiali di stampa relativi alla mostra ma anche documenti circa una vicenda piuttosto curiosa che lo vedeva protagonista insieme alla sua gallerista alla Biennale del 1997. Da quell’incontro d’archivio è nato questo piccolo studio, in cui ho ricostruito i passaggi di Mark Dion in Italia nel corso degli anni Novanta, analizzandone la ricezione attraverso le principali riviste e le mostre che lo hanno visto coinvolto.
Centrale è stata ovviamente la figura di Emi Fontana, che ha contribuito in maniera determinante alla diffusione e al riconoscimento del lavoro di Dion nel contesto nazionale. Ripercorrere queste tappe mi ha consentito di mettere a fuoco anche le differenze rispetto al panorama statunitense, soprattutto in relazione alla più tardiva attenzione italiana per le questioni ambientali, che emergono con maggiore evidenza solo nella seconda metà del decennio, a fronte di un dibattito già avviato negli Stati Uniti. In questo quadro l’artista viene riconosciuto, anche in Italia, come punto di riferimento per le ricerche artistiche orientate alle tematiche ecologiche.
L’articolo è nel nuovo numero de L’uomo Nero. Materiali Per Una Storia Delle Arti Della Modernità, 22(22-24) che con la curatela di Cristina Baldacci e Silvia Bignami si è tinto di verde, un numero speciale dedicato a un ampio ventaglio di ricerche tra la rappresentazione della natura, le emergenze climatico-ambientali e le pratiche artistico-curatoriali ecologiche.


105
3
3 months ago

Nell’estate del 2024, durante una delle mie prime occasioni di ricerca nell’archivio della Galleria Emi Fontana in vista della mostra prevista al PAC, mi sono imbattuta in una serie di ritratti fotografici realizzati da Mario Gorni, che in quegli anni collaborava spesso con la galleria. Le immagini ritraevano un giovane Mark Dion alle prese con il suo lavoro, dal sapore processuale, in occasione della sua prima mostra personale in Italia, Angelica Point (1994).
Insieme alle fotografie c’erano, come spesso accade, materiali di stampa relativi alla mostra ma anche documenti circa una vicenda piuttosto curiosa che lo vedeva protagonista insieme alla sua gallerista alla Biennale del 1997. Da quell’incontro d’archivio è nato questo piccolo studio, in cui ho ricostruito i passaggi di Mark Dion in Italia nel corso degli anni Novanta, analizzandone la ricezione attraverso le principali riviste e le mostre che lo hanno visto coinvolto.
Centrale è stata ovviamente la figura di Emi Fontana, che ha contribuito in maniera determinante alla diffusione e al riconoscimento del lavoro di Dion nel contesto nazionale. Ripercorrere queste tappe mi ha consentito di mettere a fuoco anche le differenze rispetto al panorama statunitense, soprattutto in relazione alla più tardiva attenzione italiana per le questioni ambientali, che emergono con maggiore evidenza solo nella seconda metà del decennio, a fronte di un dibattito già avviato negli Stati Uniti. In questo quadro l’artista viene riconosciuto, anche in Italia, come punto di riferimento per le ricerche artistiche orientate alle tematiche ecologiche.
L’articolo è nel nuovo numero de L’uomo Nero. Materiali Per Una Storia Delle Arti Della Modernità, 22(22-24) che con la curatela di Cristina Baldacci e Silvia Bignami si è tinto di verde, un numero speciale dedicato a un ampio ventaglio di ricerche tra la rappresentazione della natura, le emergenze climatico-ambientali e le pratiche artistico-curatoriali ecologiche.


105
3
3 months ago

Nell’estate del 2024, durante una delle mie prime occasioni di ricerca nell’archivio della Galleria Emi Fontana in vista della mostra prevista al PAC, mi sono imbattuta in una serie di ritratti fotografici realizzati da Mario Gorni, che in quegli anni collaborava spesso con la galleria. Le immagini ritraevano un giovane Mark Dion alle prese con il suo lavoro, dal sapore processuale, in occasione della sua prima mostra personale in Italia, Angelica Point (1994).
Insieme alle fotografie c’erano, come spesso accade, materiali di stampa relativi alla mostra ma anche documenti circa una vicenda piuttosto curiosa che lo vedeva protagonista insieme alla sua gallerista alla Biennale del 1997. Da quell’incontro d’archivio è nato questo piccolo studio, in cui ho ricostruito i passaggi di Mark Dion in Italia nel corso degli anni Novanta, analizzandone la ricezione attraverso le principali riviste e le mostre che lo hanno visto coinvolto.
Centrale è stata ovviamente la figura di Emi Fontana, che ha contribuito in maniera determinante alla diffusione e al riconoscimento del lavoro di Dion nel contesto nazionale. Ripercorrere queste tappe mi ha consentito di mettere a fuoco anche le differenze rispetto al panorama statunitense, soprattutto in relazione alla più tardiva attenzione italiana per le questioni ambientali, che emergono con maggiore evidenza solo nella seconda metà del decennio, a fronte di un dibattito già avviato negli Stati Uniti. In questo quadro l’artista viene riconosciuto, anche in Italia, come punto di riferimento per le ricerche artistiche orientate alle tematiche ecologiche.
L’articolo è nel nuovo numero de L’uomo Nero. Materiali Per Una Storia Delle Arti Della Modernità, 22(22-24) che con la curatela di Cristina Baldacci e Silvia Bignami si è tinto di verde, un numero speciale dedicato a un ampio ventaglio di ricerche tra la rappresentazione della natura, le emergenze climatico-ambientali e le pratiche artistico-curatoriali ecologiche.


105
3
3 months ago

Nell’estate del 2024, durante una delle mie prime occasioni di ricerca nell’archivio della Galleria Emi Fontana in vista della mostra prevista al PAC, mi sono imbattuta in una serie di ritratti fotografici realizzati da Mario Gorni, che in quegli anni collaborava spesso con la galleria. Le immagini ritraevano un giovane Mark Dion alle prese con il suo lavoro, dal sapore processuale, in occasione della sua prima mostra personale in Italia, Angelica Point (1994).
Insieme alle fotografie c’erano, come spesso accade, materiali di stampa relativi alla mostra ma anche documenti circa una vicenda piuttosto curiosa che lo vedeva protagonista insieme alla sua gallerista alla Biennale del 1997. Da quell’incontro d’archivio è nato questo piccolo studio, in cui ho ricostruito i passaggi di Mark Dion in Italia nel corso degli anni Novanta, analizzandone la ricezione attraverso le principali riviste e le mostre che lo hanno visto coinvolto.
Centrale è stata ovviamente la figura di Emi Fontana, che ha contribuito in maniera determinante alla diffusione e al riconoscimento del lavoro di Dion nel contesto nazionale. Ripercorrere queste tappe mi ha consentito di mettere a fuoco anche le differenze rispetto al panorama statunitense, soprattutto in relazione alla più tardiva attenzione italiana per le questioni ambientali, che emergono con maggiore evidenza solo nella seconda metà del decennio, a fronte di un dibattito già avviato negli Stati Uniti. In questo quadro l’artista viene riconosciuto, anche in Italia, come punto di riferimento per le ricerche artistiche orientate alle tematiche ecologiche.
L’articolo è nel nuovo numero de L’uomo Nero. Materiali Per Una Storia Delle Arti Della Modernità, 22(22-24) che con la curatela di Cristina Baldacci e Silvia Bignami si è tinto di verde, un numero speciale dedicato a un ampio ventaglio di ricerche tra la rappresentazione della natura, le emergenze climatico-ambientali e le pratiche artistico-curatoriali ecologiche.


105
3
3 months ago

Nell’estate del 2024, durante una delle mie prime occasioni di ricerca nell’archivio della Galleria Emi Fontana in vista della mostra prevista al PAC, mi sono imbattuta in una serie di ritratti fotografici realizzati da Mario Gorni, che in quegli anni collaborava spesso con la galleria. Le immagini ritraevano un giovane Mark Dion alle prese con il suo lavoro, dal sapore processuale, in occasione della sua prima mostra personale in Italia, Angelica Point (1994).
Insieme alle fotografie c’erano, come spesso accade, materiali di stampa relativi alla mostra ma anche documenti circa una vicenda piuttosto curiosa che lo vedeva protagonista insieme alla sua gallerista alla Biennale del 1997. Da quell’incontro d’archivio è nato questo piccolo studio, in cui ho ricostruito i passaggi di Mark Dion in Italia nel corso degli anni Novanta, analizzandone la ricezione attraverso le principali riviste e le mostre che lo hanno visto coinvolto.
Centrale è stata ovviamente la figura di Emi Fontana, che ha contribuito in maniera determinante alla diffusione e al riconoscimento del lavoro di Dion nel contesto nazionale. Ripercorrere queste tappe mi ha consentito di mettere a fuoco anche le differenze rispetto al panorama statunitense, soprattutto in relazione alla più tardiva attenzione italiana per le questioni ambientali, che emergono con maggiore evidenza solo nella seconda metà del decennio, a fronte di un dibattito già avviato negli Stati Uniti. In questo quadro l’artista viene riconosciuto, anche in Italia, come punto di riferimento per le ricerche artistiche orientate alle tematiche ecologiche.
L’articolo è nel nuovo numero de L’uomo Nero. Materiali Per Una Storia Delle Arti Della Modernità, 22(22-24) che con la curatela di Cristina Baldacci e Silvia Bignami si è tinto di verde, un numero speciale dedicato a un ampio ventaglio di ricerche tra la rappresentazione della natura, le emergenze climatico-ambientali e le pratiche artistico-curatoriali ecologiche.


105
3
3 months ago


View Instagram Stories in Secret

The Instagram Story Viewer is an easy tool that lets you secretly watch and save Instagram stories, videos, photos, or IGTV. With this service, you can download content and enjoy it offline whenever you like. If you find something interesting on Instagram that you’d like to check out later or want to view stories while staying anonymous, our Viewer is perfect for you. Anonstories offers an excellent solution for keeping your identity hidden. Instagram first launched the Stories feature in August 2023, which was quickly adopted by other platforms due to its engaging, time-sensitive format. Stories let users share quick updates, whether photos, videos, or selfies, enhanced with text, emojis, or filters, and are visible for only 24 hours. This limited time frame creates high engagement compared to regular posts. In today’s world, Stories are one of the most popular ways to connect and communicate on social media. However, when you view a Story, the creator can see your name in their viewer list, which may be a privacy concern. What if you wish to browse Stories without being noticed? Here’s where Anonstories becomes useful. It allows you to watch public Instagram content without revealing your identity. Simply enter the username of the profile you’re curious about, and the tool will display their latest Stories. Features of Anonstories Viewer: - Anonymous Browsing: Watch Stories without showing up on the viewer list. - No Account Needed: View public content without signing up for an Instagram account. - Content Download: Save any Stories content directly to your device for offline use. - View Highlights: Access Instagram Highlights, even beyond the 24-hour window. - Repost Monitoring: Track the reposts or engagement levels on Stories for personal profiles. Limitations: - This tool works only with public accounts; private accounts remain inaccessible. Benefits: - Privacy-Friendly: Watch any Instagram content without being noticed. - Simple and Easy: No app installation or registration required. - Exclusive Tools: Download and manage content in ways Instagram doesn’t offer.

Advantages of Anonstories

Explore IG Stories Privately

Keep track of Instagram updates discreetly while protecting your privacy and staying anonymous.


Private Instagram Viewer

View profiles and photos anonymously with ease using the Private Profile Viewer.


Story Viewer for Free

This free tool allows you to view Instagram Stories anonymously, ensuring your activity remains hidden from the story uploader.

Frequently asked questions

 
Anonymity

Anonstories lets users view Instagram stories without alerting the creator.

 
Device Compatibility

Works seamlessly on iOS, Android, Windows, macOS, and modern browsers like Chrome and Safari.

 
Safety and Privacy

Prioritizes secure, anonymous browsing without requiring login credentials.

 
No Registration

Users can view public stories by simply entering a username—no account needed.

 
Supported Formats

Downloads photos (JPEG) and videos (MP4) with ease.

 
Cost

The service is free to use.

 
Private Accounts

Content from private accounts can only be accessed by followers.

 
File Usage

Files are for personal or educational use only and must comply with copyright rules.

 
How It Works

Enter a public username to view or download stories. The service generates direct links for saving content locally.